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Brescia

Monsignor Tremolada deve operarsi, la Diocesi affidata ai Vicari

Il Vescovo, già Vicario a Milano, dovrà sottoporsi a trapianto di midollo. Le responsabilità al Vicario generale e a quello per la pastorale

14 Giugno 2022
Monsignor Tremolada e monsignor Delpini (da www.lavocedelpopolo,it)

«Il mio problema riguarda il midollo che in questo momento non è più in grado di svolgere il suo compito come deve e l’unica chance che è rimasta è quella del trapianto. È una decisione ormai presa da tempo e, se le cose procedono così come abbiamo concordato, l’intervento dovrebbe avvenire nei primi giorni di luglio presso l’ospedale San Gerardo di Monza». Lo ha annunciato questa mattina il Vescovo di Brescia, monsignor Pierantonio Tremolada – sacerdote ambrosiano, già Vescovo ausiliare e Vicario episcopale a Milano – davanti al clero diocesano e alla stampa locale convocati in episcopio.

«Grazie a medici e infermieri»

«In realtà ho sempre avuto qualche problema molto serio dal punto di vista ematologico – ha raccontato – e il mio sangue mi ha sempre creato qualche difficoltà»; ma la terapia finora gli ha consentito di svolgere il suo ministero senza troppi problemi. Ha detto: «Avrei potuto proseguire con una certa tranquillità, ma non si escludevano aggravamenti anche improvvisi, cosa che è capitata».

«Ogni trapianto ha un sensibile margine d’incertezza, vedremo cosa il Signore mi riserverà», ha proseguito monsignor Tremolada, che voluto ringraziare medici e infermieri che lo hanno seguito in questi mesi «con discrezione, dedizione e affetto», «perché mi hanno consentito con una terapia mirata di portare a compimento degli adempimenti che erano necessari. A me premeva che la diocesi non avesse contraccolpi eccessivi per la mia situazione personale; il Signore mi ha aiutato e abbiamo portato a termine tutte le incombenze. L’ultima era l’ordinazione dei nostri presbiteri che volevo fosse gioiosa e festosa com’è stata».

Dopo qualche settimana di ricovero, il Vescovo sarà sottoposto al trapianto al quale seguiranno sei mesi di convalescenza che il presule trascorrerà presso la casa di un fratello, a Monza. Periodo nel quale «non sarò presente fisicamente» e «la cura della Diocesi sarà affidata al Vicario generale e al Vicario per la pastorale».

«Scelga il Signore»

«Potrò mantenermi in contatto con la diocesi in questi mesi – ha spiegato – nella misura in cui le condizioni me lo consentiranno. Il mio pensiero in questo momento va alla Diocesi, ai suoi sacerdoti, in particolare a tutte le comunità – ha continuato -. Ci sono momenti nella vita in cui si capisce un po’ di più che cos’è la fede, perché guardi avanti e ti accorgi che tutto è molto incerto. In questi momenti si capisce anche quanto è importante la fede, perché se puntiamo tutto su noi stessi in momenti come questi non ci rimane nulla», ha concluso, chiedendo che «non manchi la preghiera per me. Il Signore faccia quello che desidera, ho capito che per un vescovo ci sono diversi modi per amare la Chiesa: uno è quello di guidarla e se il Signore vorrà si tornerà a guidarla; l’altro è quello di offrire la salute e forse la stessa vita perché possa essere se stessa. Scelga il Signore quello che vorrà».