Al Centro Pime di Milano incontro con fratel Mussi, responsabile della Caritas di Yagoua, nella regione camerunese sconvolta dai terroristi fondamentalisti. Attivato un progetto per sfollati e profughi

profughi Camerun

Una testimonianza diretta su una emergenza umanitaria di ingenti proporzioni, finalizzata a presentare un progetto ideato per sostenere le popolazioni che ne sono vittime. È quella sul dramma dei profughi fuggiti dalla Nigeria nel nord del Camerun a causa delle violenze dei Boko Haram, i miliziani islamisti, che sarà portata da fratel Fabio Mussi, missionario laico del Pime, in un incontro che avrà luogo mercoledì 15 ottobre, alle 21, al Centro missionario Pime di Milano (via Mosé Bianchi 94).

Da tempo i seguaci del gruppo terroristico Boko Haram puntano a conquistare gli Stati della Nigeria settentrionale e dell’estremo nord del Camerun per crearvi un “Califfato islamico”. Le azioni violente del gruppo, i bombardamenti e le operazioni militari dell’esercito nigeriano, la mancanza di approvvigionamento di viveri dal sud del Paese hanno causato un movimento della popolazione, costretta ad attraversare il confine col Camerun.

Messi con le spalle al muro in Nigeria, gli elementi di Boko Haram si sono spostati sul versante camerunese, iniziando a minare anche lì la pace e la sicurezza. Le operazioni militari si sono allargate a coinvolgere villaggi e strade al confine con il Camerun: si sono registrati attacchi armati ai villaggi, a stazioni di polizia e gendarmeria, rapimenti di stranieri o personalità locali, estorsioni, ecc. Tutto queste azioni hanno provocato il panico nella popolazione residente nei pressi del confine camerunese, con un significativo numero di sfollati che cercano rifugio in zone calme e sicure. Dall’inizio della crisi si contano oltre 43 mila profughi nigeriani. Lo spostamento si è verificato in diverse ondate e si teme un aumento delle azioni di guerra con il crescente numero di rifugiati tra gli ultimi mesi del 2014 e il 2015.

A sostegno dei profughi, la Fondazione Pime Onlus ha deciso di aprire una raccolta fondi d’emergenza. Un nuovo appello che va ad affiancarsi a quello lanciato nell’agosto scorso per i cristiani di Mosul in Iraq. Un nuovo sforzo particolarmente significativo per il Pime, dato che l’emergenza riguarda il nord del Camerun, una delle regioni in cui operano i missionari dell’Istituto. Una presenza in un’area di frontiera, negli ultimi mesi direttamente toccata dalla violenza dei gruppi islamisti, come ha testimoniato il rapimento dei due missionari vicentini don Gianpaolo Marta e don Gianantonio Allegri.

Nonostante la situazione difficile il Pime resta accanto alla diocesi di Yagoua. Il nuovo progetto – che fratel Fabio Mussi presenterà nella serata di mercoledì 15 e che poi seguirà personalmente sul posto – si propone di fornire cibo, assistenza sanitaria, acqua e servizi igienici a 12 mila rifugiati. Sostenere questo sforzo diventa così, oltre che un modo per aiutare la diocesi di Yagoua e la società civile del Nord del Camerun, anche una risposta visibile e coraggiosa alle scorribande dei Boko Haram.

Info: tel. 02.438221; fax 02.4695193; progetti@pimemilano.com; www.pimemilano.com

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi