Lettera alle famiglie in vista del Sinodo di ottobre: un passaggio di estrema rilevanza antropologica, teologica e pastorale per la Chiesa di domani

di Tommaso e Giulia CIONCOLINI

Papa famiglie

L’Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi, che si terrà il prossimo ottobre e avrà come tema “Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione”, ha ulteriormente rinnovato l’attenzione da parte delle comunità ecclesiali e più in generale dell’intera opinione pubblica sul sacramento del matrimonio e sull’identità della famiglia nell’attuale contesto culturale. Sempre in riferimento a questo tema, tutte le Chiese locali del mondo sono state interpellate mediante un articolato e ampio Questionario: una sorta di consultazione diffusa e capillare che ha coinvolto sposi e presbiteri impegnati in questo delicato servizio pastorale. In questa circostanza, però, Papa Francesco, scrivendo a tutte le famiglie, ha voluto raggiungere il cuore pulsante di ogni amore sponsale, chiedendo così di «pregare intensamente lo Spirito Santo, affinché illumini i Padri sinodali e li guidi nel loro impegnativo compito».

La solennità dell’appuntamento rimanda al Sinodo del 1980 quando la Chiesa universale, allora guidata da Giovanni Paolo II, si riunì per riflettere circa “I compiti della famiglia cristiana nel mondo di oggi”. L’Esortazione apostolica che ne conseguì, la celebre Familiaris consortio, rappresenta ancora oggi un’autentica fonte antropologica, teologica e pastorale per quanto riguarda la vocazione sponsale; insomma, questo documento rappresenta lo sviluppo e l’approfondimento dei principali testi conciliari che trattano della comunità familiare (cfr. Gaudium et spes, 47-52). Pertanto, il fascino sempre vivo che ha saputo suscitare l’Esortazione apostolica di Giovanni Paolo II alimenta l’attesa e l’interesse per il Sinodo straordinario del 2014 e quello ordinario, avente lo stesso tema, fissato per il 2015. Per queste ragioni il Papa s’è rivolto a tutte le famiglie. Ma c’è dell’altro e di altrettanto significativo. Dunque, “la soglia di casa” – fino a dove si spinge Francesco – rappresenta la sineddoche per esprimere il principio interiore della comunità familiare; individua in quell’ingesso simbolico il principio attraverso il quale l’amore coniugale viene custodito, rivelato e comunicato.

Eppure, l’opportunità offerta da questa Lettera consente di intravedere all’orizzonte due tratti assolutamente qualificanti di questo pontificato. Il primo aspetto mette in risalto un evidente collegamento tra il respiro profetico di Francesco e il ruolo assegnato alla famiglia cristiana nella “missione della Chiesa”; questo soffio caldo del Papa che arriva a riscaldare il cuore di tutti si radica sempre più intensamente sull’istituzione familiare. La tensione profetica diventa l’essenza dell’essere famiglia cristiana. Dopotutto, anche il fatto che nella medesima Lettera venga menzionata per ben due volte la famiglia in relazione alla missione della Chiesa risulta estremamente significativo. Del resto, il Vangelo di Francesco cammina lungo le strade degli uomini, si fa amico e balsamo per le ferite dell’Uomo; il Vangelo francescano viene predicato con semplicità, proprio come in famiglia. Ma l’elemento di novità rimane l’invito a pregare per i lavori sinodali. Questo sincero appello è decisamente legato all’incipit della Lettera: «Mi presento alla soglia della vostra casa». È interessante notare come Francesco non chieda di entrare in casa; Papa Francesco non bussa alla porta, ma liberamente incoraggia ad uscire dalle mura domestiche. Dunque, questa immagine non rappresenta una sequenza incompiuta di movimenti, bensì delinea la nuova frontiera della spiritualità cristiana di fronte alle sfide della civiltà contemporanea. «Intraprendere il cammino della preghiera – aveva detto Bergoglio – significa saper uscire da se stessi»; significa compiere un esodo dal mondo dell’ego, per mettersi a disposizione del Padre. Uscire, quindi, dona ulteriore speranza all’incontro.

L’altro aspetto riguarda la straordinaria concezione che Francesco ha del popolo. Il popolo è portatore di Dio; annuncia Dio al mondo ed è espressione di un vissuto religioso autentico; il popolo, dunque, possiede l’intuizione di fede (Lumen gentium, 12). A tale proposito Andrea Riccardi ha parlato di un’inedita “teologia del popolo” di Papa Francesco. Sicché il popolo e le famiglie esprimono davvero il volto missionario della Chiesa di domani. Così, in questa cornice il Sinodo sulla famiglia rappresenta un passaggio di estrema rilevanza antropologica, teologica e pastorale per la Chiesa di domani. Infine, per rispondere all’appello del Papa, affinché il popolo di Dio accompagni con la preghiera questa vigilia, l’Ufficio nazionale di pastorale familiare della Cei diffonderà uno schema di preghiera, utile sia per la piccola Chiesa domestica che per le parrocchie.

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