Il cardinale Scola all’Adorazione: «La benedizione eucaristica per i malati nel corpo e nello spirito»

di Filippo MAGNI

lourdes 2012 adorazione

L’Adorazione Eucaristica è la preghiera che caratterizza il pomeriggio della seconda giornata del pellegrinaggio diocesano a Lourdes. Un gesto radicato nella tradizione del Santuario, che dedica all’Adorazione perpetua una cappella al margine della "Praterie", al di là del fiume Gave, di fronte alla Grotta dell’apparizione di Maria. La preghiera degli ambrosiani si tiene invece nella grande basilica sotterranea di San Pio X, per l’occasione piena nei suoi 25.000 posti.
Il cardinale Angelo Scola, presiedendo la celebrazione, suggerisce fin dall’inizio la riflessione per la preghiera personale: «Ieri abbiamo riconosciuto che Maria ci porta a Cristo, oggi aggiungiamo che non si tratta di un Gesù passato, ma qui presente adesso. E la Vergine ci rende desiderabile e amabile l’incontro con Gesù».
«Maria – aggiunge – è sempre capace di trasformare la nostra vita in un’offerta viva, il culto umanamente conveniente del cristiano. Dare il proprio corpo – precisa l’Arcivescovo di Milano -, dare la propria vita è umanamente conveniente perché orienta in modo positivo la nostra vita al Paradiso; lo comprendiamo di fronte all’Eucaristia che è già Paradiso in germe. Al contrario chi non dona la propria vita è destinato alla tristezza, perché la sua vita sarà rubata dal tempo».
Il silenzio personale della preghiera che segue è accompagnato dai canti e dal suono dell’organo che guidano lo sguardo dei fedeli al Corpo di Cristo. Esposto nel mezzo dell’altare posto al centro della grande chiesa, senza colonne ad ostruire lo sguardo, l’Eucaristia è visibile e presente per tutti i fedeli.
Finché, al canto di invocazione del "Kyrie eleison", il Cardinale porta il Santissimo Sacramento in processione tra i fedeli per la benedizione Eucaristica, con una nota particolare per i malati. «I malati nel corpo e i malati nello spirito, precisa l’Arcivescovo. Riceviamo la benedizione per rendere vera nel cuore la grande domanda di questo pellegrinaggio: "Credo Signore, aiuta la mia incredulità"».
L’attenzione agli ammalati prosegue e resta centrale come lo è stata per tutto il pellegrinaggio: al termine dell’Adorazione il cardinale Scola si reca in visita a ospiti e volontari del Salus infirmorum, struttura di 10 piani dell’Unitalsi che proprio quest’anno festeggia i 40 anni di attività.

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