Prevista lo scorso anno, ma poi rimandata per il Conclave, si terrà sabato la visita per il centenario dell’ampliamento della chiesa. Il parroco, don Francesco Conti, presenta la comunità e la realtà sociale

di Cristina CONTI

Don Francesco Corti

Sabato 22 marzo, il cardinale Angelo Scola sarà a Malnate. Alle 18 presiederà la celebrazione eucarisica nella parrocchia di San Martino e poi terrà l’incontro con i sacerdoti del decanato di Varese. Abbiamo chiesto al parroco, don Francesco Corti, quali sono le caratteristiche di questo territorio.

Come vi siete preparati alla visita dell’Arcivescovo?
Ci eravamo già preparati l’anno scorso. Il Cardinale, infatti, doveva venire per celebrare il centenario dell’ampliamento della chiesa grande, ma, c’erano state da poco le dimissioni di papa Benedetto XVI, e Scola doveva partecipare al Conclave. Così abbiamo rimandato a quest’anno. L’anno scorso avevamo organizzato diverse iniziative: incontri di preghiera e di approfondimento, scuola biblica. Quest’anno abbiamo impostato tutte le attività puntando sul tema della lettera pastorale Il campo è il mondo. Dalla scuola biblica ai sabati sociali, fino agli approfondimenti della Via Crucis, tutto il cammino parrocchiale è stato organizzato secondo le indicazioni dell’Arcivescovo: penso che sia questo il modo migliore per preparare l’accoglienza che gli faremo. Al termine della visita, invece, doneremo al Cardinale un libro dedicato al centenario della nostra chiesa.

Come siete organizzati da un punto di vista pastorale?
La nostra organizzazione è normale: abbiamo un Consiglio pastorale, uno per gli affari economici, una comunità educante. Per arrivare al cuore della gente, non c’è bisogno di fare cose particolari. Il catechismo segue le varie fasi della vita dei fedeli, dall’iniziazione cristiana, in cui seguiamo le linee diocesane, fino alle attività per gli adolescenti, con la partecipazione alle attività decanali, mentre per gli adulti ci sono le giornate eucaristiche, le tre giorni di esercizi spirituali in parrocchia, la scuola biblica, tenuta da un biblista del Seminario di Venegono, nel periodo di Avvento, e i sabati sociali, incontri che si tengono da gennaio a maggio, nei saloni parrocchiali, e che hanno come comun denominatore il tema “Il campo” declinato secondo tematiche diverse (gli affetti, il lavoro, lo sport), affrontate con l’aiuto di esperti e di esperienze. La via Crucis è molto seguita durante la Quaresima, così come gli incontri dedicati ai genitori che hanno figli che devono ricevere i sacramenti di iniziazione cristiana.

Gli immigrati sono molto presenti?
Certo, qui ci sono più di sessanta etnie diverse. I cattolici sono ben integrati e partecipano alla Messa, nelle altre attività è più difficile vederli. L’immigrazione è esplosa soprattutto negli ultimi 10 anni e abbiamo raggiunto quota 2 mila stranieri su 17 mila abitanti. Ho preferito però non introdurre Messe in lingua straniera: tutti seguono quelle in italiano. È una scelta che alla fine si è rivelata vincente per facilitare l’aggregazione e gli effetti positivi si vedono soprattutto adesso che in molti ormai parlano l’italiano.

La crisi economica si sente molto da voi?
Fortunatamente abbiamo un migliaio di persone, di nazionalità italiana, che vanno ancora in Svizzera a lavorare. Nonostante il referendum non hanno avuto, infatti, grandi problemi. Ci sono comunque sacche di crisi, soprattutto tra le categorie più deboli e disagiate. In questo è stato molto utile il Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi. Diamo poi una mano alle persone che hanno bisogno di aiuto per pagare le bollette e l’affitto. Si tratta in prevalenza di immigrati, con un 35-40 per cento di italiani. Come servizio è presente un centro d’ascolto con un guardaroba e una credenza, secondo le linee diocesane: qui si rivolgono circa un centinaio di persone. Le nostre attività sono in collaborazione con i Servizi sociali del Comune.

Giovani. A che punto siamo?
La loro è una realtà molto viva, in particolare per la partecipazione alla catechesi e alle attività sportive in oratorio, soprattutto calcio e pallavolo. In estate, invece, per due mesi vanno in campeggio con turni alternati.

E gli anziani?
A Malnate ci sono più di 100 associazioni a loro dedicate. Tra queste la tradizione più lunga è di una, civica, che ha molti iscritti. La Fondazione Don Gnocchi ha qui un suo Centro con oltre 200 degenti, di cui 60 sono di Malnate. Abbiamo poi 12 ministri straordinari dell’Eucarestia che portano la Comunione una volta al mese a più di 100 parrocchiani. E un Centro diurno privato che una volta a settimana riceve la visita di un ministro straordinario che porta agli ospiti la Comunione e un po’ di Vangelo.

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