Una proposta partita da una parrocchia bolognese e volta a saggiare la conoscenza dei cultori italiani di questa autrice

di Emilia FLOCCHINI

Madeleine-Delbrêl
Madeleine Delbrêl

Madeleine Delbrêl, Venerabile dal 26 gennaio 2018, è una degli autori spirituali più noti del secolo scorso. Anche nella diocesi di Milano è molto conosciuta e amata, soprattutto grazie ai cardinali Carlo Maria Martini e Renato Corti, sin dall’epoca in cui quest’ultimo fu Vicario generale, ma anche a don Adelio Brambilla, che l’ha spesso proposta ai seminaristi di Venegono di cui è stato padre spirituale, e ai fedeli delle parrocchie che ha seguito come parroco.

Per capire meglio come la sua spiritualità abbia influenzato i credenti italiani di oggi, don Luciano Luppi, parroco della parrocchia dei Santi Giovanni Battista e Gemma Galgani a Bologna e coordinatore italiano degli Amici di Madeleine Delbrêl, ha avviato in questi mesi una raccolta d’informazioni tramite un questionario in forma anonima.

In otto domande gli utenti sono invitati a raccontare come l’hanno conosciuta e approfondita, ma anche a descrivere quale incidenza abbia avuto sul loro modo di essere cristiani, a definire quali siano gli aspetti più importanti della sua esperienza di fede e a segnalare se hanno cercato di presentarne vita e messaggio in qualche incontro pubblico in parrocchia o altrove. Infine possono riferire se vorrebbero approfondire la conoscenza di quanto ha lasciato e con quali mezzi.

I risultati confluiranno in un fascicolo che sarà pubblicato a ridosso dell’inaugurazione, prevista per il 15 maggio, della casa restaurata di rue Raspail 11 a Ivry, dove Madeleine visse insieme ad alcune compagne.

Sul sito https://www.maisonmadeleinedelbrel.com/ sono presenti i dettagli del progetto e le modalità per contribuire finanziariamente alle spese dei restauri. Il questionario (in allegato) va inviato a don Luciano Luppi (luppiluciano57@gmail.com).

Dopo Pasqua è infine prevista l’uscita, per Gribaudi Editore, del nuovo volume dell’opera omnia in italiano, intitolato «Santità della gente comune», con prefazione del cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna.

 

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