Sirio 22-29 febbraio 2024
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Carugate

L’oratorio aperto alla carità e alla città

Tra le esperienze proposte ai ragazzi che frequentano il “Don Bosco”, gli incontri con le realtà della disabilità, della terza età e della Caritas. Ne parla il coadiutore don Simone Arosio

di Filippo MAGNI

19 Giugno 2016

Sono evidentemente fuori età, ma l’oratorio estivo a Carugate lo fanno un po’ anche gli anziani della residenza San Camillo. Una volta a settimana sono infatti invasi dai ragazzi del Don Bosco, per il progetto “Le tre vie della carità”, novità di quest’anno pensata per far incontrare i ragazzi con realtà del territorio e aprirsi alla città. «È dedicata soprattutto a chi è in età da scuole medie», spiega don Simone Arosio, da 6 anni coadiutore della struttura. Coinvolge la cooperativa per persone con disabilità Il sorriso, la residenza per anziani San Camillo e il Centro d’ascolto della Caritas cittadina. «Le esperienze proposte per le prime due sono soprattutto di visita e incontro una volta a settimana – precisa don Arosio -, mentre con la Caritas realizziamo iniziative più complesse come la raccolta viveri».

Tra le persone che danno una mano al don ci sono anche 6 stagisti che stanno svolgendo in oratorio l’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria con la nuova riforma scolastica. «È grazie a loro – ammette il sacerdote – che abbiamo potuto attivare le tre vie della carità: le stanno gestendo insieme a diversi aspetti tecnici e amministrativi quali le iscrizioni e la compilazione di moduli».

In una città dove (dati Istat del 2015) i ragazzi tra i 6 e i 13 anni sono poco più di 1.300, in 800 scelgono l’esperienza estiva al Don Bosco. Unico oratorio in città, istituzione con più di un secolo di vita. Li affiancano 200 animatori adolescenti e 200 volontari adulti. «Puntiamo molto sul coinvolgimento delle famiglie – chiarisce il sacerdote – perché non siamo né un’azienda, né una cooperativa sociale. Vogliamo essere una casa per tutti». E come in ogni casa, prosegue, ciascuno «è invitato a fare la propria parte: diverse nonne si impegnano nella mensa, adulti si occupano delle iscrizioni, della portineria, dell’infermeria. A proposito, oggi quest’ultimo compito è svolto da una donna velata». Una signora musulmana, i cui figli frequentano l’oratorio. Ha pensato di dare, in cambio, un po’ del suo tempo.

Venerdì ogni ragazzo è tornato a casa con un piccolo portachiavi, realizzato in oratorio. È stato scelto come simbolo del viaggio, tema dell’anno “Per di qua”: ci si possono appendere le chiavi della macchina o della bici. Non resterà a lungo nelle mani dei ragazzi. «La proposta – conclude don Arosio – è che lo regalino a un vicino o a un amico, spiegandogli cos’è l’oratorio estivo. Così da diffondere sempre più, nella città, la bellezza dell’esperienza che stiamo vivendo».