Quasi nove studenti su dieci si avvalgono dell’Irc. Il responsabile diocesano don Gian Battista Rota: «Non bisogna essere cristiani per frequentare questo insegnamento, è una materia culturale che fornisce le chiavi per decodificare il reale»

di Stefania CECCHETTI

Don Gian Battista Rota

Alto gradimento per l’ora di religione nelle scuole italiane. Secondo la quarta indagine nazionale sull’Insegnamento della religione cattolica (Irc) – edita da Elledici e presentata martedì 17 gennaio a Roma da monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei – ad avvalersi dell’ora di religione è l’88% degli studenti italiani, che esprime «elevate percentuali di gradimento» per questo insegnamento.

La ricerca ha coinvolto 3 mila insegnanti di religione e oltre 20 mila studenti. Significativi i dati inerenti la multi-religiosità degli alunni avvalentesi: il 91,7% degli insegnanti di religione della scuola statale e il 56,8% di quella cattolica hanno in classe alunni appartenenti ad altre confessioni religiose.

Secondo don Gian Battista Rota, responsabile del Servizio insegnamento religione cattolica della Diocesi di Milano, «questo dato dice come la “culturalità” dell’Irc la renda materia fondamentale, sebbene facoltativa, per decodificare la realtà vissuta dai ragazzi oggi, complessa e plurale».

«Non si pone nessuna scelta confessionale – precisa don Rota – l’Irc è aperto a chiunque, non bisogna essere cristiani per frequentare questo insegnamento. È una materia culturale che, insieme alle altre discipline scolastiche, fornisce ai ragazzi le chiavi per decodificare il reale».

Ecco il motivo «della continua scelta nonostante il mutato clima cultuale in merito all’espressione della propria fede», suggerisce ancora Rota: «Chi comprende la culturalità dell’ora di religione se ne avvale come strumento di crescita personale».

In questo senso, però, è fondamentale che l’insegnante Irc sia preparato e motivato, conclude don Rota: «Laddove gli insegnanti di Irc svolgono questo compito con entusiasmo e con competenza, l’arricchimento che una materia come la religione cattolica apporta allo studente raggiunge il massimo del risultato».

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