Redazione

Il tempo delle maschere rappresenta sempre un’occasione importante e significativa per coinvolgere i ragazzi e per animare le strade delle nostre città. Che cosa significa “saper fare festa” in oratorio? Riconoscersi uomini e donne capaci di stare insieme e di condividere la gioia e la sana allegria, accogliendo tutti, senza distinzione.

di Massimiliano Sabbadini
Responsabile Servizio per i ragazzi, gli adolescenti e l’Oratorio
e Direttore della FOM

Quando arriva il tempo del Carnevale – una delle “feste” che ancora coinvolge non poco impegno in molti oratori – si affaccia, alla coscienza dei responsabili, il tema delle modalità con cui si possono trasmettere i valori del Vangelo anche attraverso la dimensione ludica. Ciò che conta è sempre il giusto equilibrio di scelte e valori in gioco: non avrebbe senso, ovviamente, spendere così tante energie per il Carnevale da “ritardare” poi nei fatti l’avvio della Quaresima in oratorio e vivere in sordina l’inizio di questo tempo “forte”. Conosco, in proposito, la significativa esperienza di oratori che anticipano al venerdì sera la festa di Carnevale, organizzata da adolescenti e giovani, lasciando per il sabato sera la possibilità di un’ “entrata in Quaresima” comunitaria.

Il Carnevale rappresenta comunque un’occasione importante e significativa per coinvolgere i piccoli, con i loro genitori, e i ragazzi e per animare piazze e strade delle nostre città e paesi. In occasione delle tradizionali sfilate spesso si compie anche una manifestazione gioiosa e “pubblica”, fuori dalle mura dell’oratorio. Anche così si può essere «sale della terra e luce del mondo»!

Che cosa significa “saper fare festa” in oratorio? La festa appartiene all’esperienza della vita. Un cuore in festa permette di abitare nel quotidiano, così com’è, con una particolare capacità rasserenante e creativa, in grado di rianimare la ferialità dell’esistenza. Fare una bella festa è celebrare la gratuità e l’esuberanza della vita. La volontà di fare festa rende esplicita la quotidiana approvazione della vita e canta la gioia di esistere!

Perciò è sempre importante saper fare festa. Le festività ci insegnano a rigenerare la quotidianità che si stempera nel lento scorrere del tempo. Un tempo – non dimentichiamolo – iniziato da Dio con l’uomo nel dialogo dell’ultimo giorno della creazione. C’è un modo particolare per fare festa in oratorio, oserei dire uno stile “oratoriano” di divertirsi: quello in cui riconoscersi fratelli, amici, uomini e donne capaci di stare insieme e di condividere la gioia e la sana allegria. Questo stile richiede anche la capacità di accogliere tutti, senza distinzione, con il tratto lieve e deciso, coltivato da educatori, animatori, responsabili e catechisti, di chi sa rapportarsi agli altri con letizia, fiducia e semplicità di cuore. Un modo bello, mai banale, di divertirsi davvero.

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