Malgrado le limitazioni pandemiche, l’associazione di La Valletta Brianza ha proseguito la sua attività di animazione musicale, potenziando studio e preparazione, adeguando modalità e tempistiche e lanciando rubriche social

di don Luca FOSSATI
Collaboratore Ufficio Comunicazioni Sociali

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L'associazione musicale Licabella in occasione di un evento pre-Covid

Uno degli aspetti che ha sofferto delle limitazioni imposte dalla pandemia è quello dell’animazione musicale. Inizialmente, con il blocco delle celebrazioni con il popolo, poi con diversi periodi, come quello attuale, nei quali l’attività dei cori è stata sospesa così come la possibilità di trovarsi per le prove. L’associazione musicale Licabella di La Valletta Brianza, che dal 1988 si dedica al canto corale, non si è lasciata scoraggiare da questa situazione. Vediamo come.

Agli inizi del primo lockdown le attività sono state ovviamente sospese, ma questa interruzione è stata molto breve: fin da subito infatti sono partite le attività a distanza. Suddividendo sia il coro dei bambini, sia quello dei ragazzi in piccoli gruppetti di due/tre cantori e incontrandoli in piattaforma, si è dato continuità alla formazione e allo studio dei brani. Questo ha forzatamente richiesto un cambio di modalità e di tempistica, ma non ha scoraggiato i cantori, che hanno potenziato la parte di studio e preparazione personale e solistica dei brani, con due appuntamenti settimanali.

Nei mesi in cui è stato fattibile si è sfruttata la possibilità di trovarsi per le prove corali, sempre con mascherina e ampio distanziamento, nei locali a disposizione nell’oratorio di S. Ambrogio al monte. In queste occasioni si è potuto toccare con mano la grande responsabilità dei ragazzi, insieme al vivo desiderio di proseguire con il canto. Visto il perdurare dell’emergenza anche gli adulti, che in un primo momento avevano semplicemente sospeso le prove, hanno iniziato a utilizzare la stessa metodologia per riattivare il loro percorso. Lo slogan che ha accompagnato queste attività, ci dice la direttrice Floranna Spreafico, può essere riassunto così: «Avere una cosa bella da fare è bello!».

Avendo dovuto rinunciare a buona parte degli appuntamenti ed esecuzioni inizialmente in programma sono nate tre “rubriche” sui social. La prima, dal titolo “Io canto a casa”, è stata realizzata da marzo a maggio: alle 13 di ogni giorno un corista a turno pubblicava un brano di sua scelta da lui eseguito. Poi si è proseguito con la presentazione di “Un corista al giorno”, con risposte a domande e racconti personali, senza escludere anche qualche brano. Infine, nel periodo natalizio, dall’1 al 24 dicembre l’itinerario “Natale che passa Natale che viene” che prende il nome da un brano parte del loro repertorio.

Non sono mancate nel contempo anche le collaborazioni con le parrocchie per l’animazione di alcune celebrazioni e con la diocesi: alcune registrazioni di canti presenti nella sezione di animazione musicale del portale sono stati infatti da loro realizzate. Tra i consigli per cori e corali che desiderano proseguire nella preparazione viene suggerita la possibilità, da parte dei direttori, di realizzare basi apposite per i coristi, inserendo le voci delle diverse parti in modo che ognuno possa esercitarsi avendo in orecchio il resto del “suo” coro, quasi come in presenza.

Tra i futuri appuntamenti, guardando fiduciosi all’inizio di luglio, il coro Licabella avrà l’animazione della S. Messa che nella basilica di San Nicolò a Lecco darà inizio al Festival Zelioli: sarà l’unico presente nell’occasione, per la quale avrebbero dovuto intervenire dieci cori da tutta Europa, che dovranno invece limitarsi al remoto.

 

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