Il tema di quest'anno è «Ripartire dalla Porziuncola, ripartire dal Perdono». Se ne può godere in tutte le parrocchie e nelle chiese francescane con la confessione, la comunione, la recita del “Credo” e del “Padre Nostro” e una preghiera secondo le intenzioni del Papa

di Massimo PAVANELLO

Porziuncola Cropped
La Porziuncola in Santa Maria degli Angeli

Il presente è ancora incerto, ma l’orizzonte man mano si schiarisce. Sogni personali giustificano un investimento nel futuro. E scatti di volontà spingono al movimento. Per il credente, però, il motore della storia è la Grazia. Come quella espressa dal “Perdono di Assisi” che si celebra, nel mondo, dal mezzogiorno del 1° agosto a tutto il 2.

Pare quindi giustificato – guardando in avanti – il titolo che quest’anno arriva dall’Umbria: «Ripartire dalla Porziuncola, ripartire dal Perdono». La chiesetta, intitolata a Santa Maria degli Angeli, prende il nome dalla zona denominata “Portiuncula”, la piccola porzione di terreno su cui sorgeva.

Ciò è anche parabola. Per imparare, da questa memoria, a rispettare le proporzioni e a graduare i propri valori e le proprie forze. Apprezzandosi come tassello di un mosaico il cui disegno lo trascende. Stando in un perimetro limitato, ma brillante di colore. Quello del perdono ricevuto e donato.

Al centro di tutto questo c’è l’indulgenza. È una declinazione positiva del perdono, nonostante certe curve della storia. Parla di Dio e della sua misericordia, più ancora che del peccato e del peccatore. La misericordia di Dio è senza condizioni. Tuttavia, non è senza conseguenze. Dal dono, scaturisce il dovere.

Il Perdono di Assisi, come ogni altra grazia del genere, non consiste infatti solo nel sistemare il proprio passato. Non è principalmente una sanatoria, un debito saldato. È qualcosa che influisce anche sul nostro futuro e che spinge al cambiamento. Gesù lo riassume efficacemente: «Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro celeste» (Lc 6, 36). Il dono ricevuto va condiviso.

A tal proposito, la vicenda storica del Perdono d’Assisi porta con sé un altro elemento di riflessione. Gesù – parlando misticamente col fondatore dei francescani – concede quanto lui chiede. Ma pone una condizione. Così recensisce Teobaldo, vescovo dell’epoca, in un documento ufficiale: «Accolgo quindi la tua preghiera – disse Gesù a Francesco -, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza». Ne consegue che, per un credente, la fede vissuta nella Chiesa, rappresentata dalla comunione col Papa, non sia la ciliegina sulla torta. Ma molto di più.

Del Perdono di Assisi si può godere, presso il santuario della Porziuncola, ogni giorno dell’anno. In tutte le chiese parrocchiali e nelle chiese francescane, invece, dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto di ogni anno. È richiesta la confessione, la comunione, la recita del “Credo” e del “Padre Nostro”, oltre a una preghiera secondo le intenzioni del Papa e per il Pontefice.

La due giorni di inizio agosto sarà celebrata, ad Assisi, con un programma intenso. Tutti i principali eventi saranno trasmessi in diretta mediante la WebTV della Porziuncola, la app “Frati Assisi” e i Canali social “Frati Assisi” Facebook e Youtube .

Questa Grazia francescana si perpetua dal 1216. L’estate in corso, particolarmente necessitante di rigenerazione e di speranza, vede aggiungersi una ulteriore possibilità spirituale. Quella data dal progetto «Ora viene il bello», promosso dall’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana.

Ha preso il via il 1° giugno, con la “Notte dei Santuari”, e si concluderà il 19 settembre. Tutti i pellegrini che, durante questo periodo, giungeranno nei Santuari aderenti all’iniziativa (l’elenco all’indirizzo www.oravieneilbello.it) e oltrepasseranno la “Porta della Speranza”, sarà concessa l’indulgenza plenaria, anche a vantaggio dei defunti. In questi luoghi si potrà ascoltare abbondantemente la Parola di Dio; fare esperienze di pellegrinaggio; riscoprire siti che suscitano stupore e bellezza; rileggere il tempo della pandemia – che ha ricadute generale e personali – anche attraverso la cultura, la letteratura, la musica e il teatro.

Le iniziative si concluderanno il 18/19 settembre con il “Pellegrino Dei”, un evento che anche nella diocesi di Milano coinvolgerà diversi Santuari importanti della Diocesi. Se ne darà notizia a suo tempo.

Una estate con abbondanti appuntamenti di Grazia, quindi. Essi si aggiungono a quelli, ancora in vigore, che il Pontefice ha concesso per l’emergenza del momento. Sarebbe triste mancarli. Secondo monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, rappresentano, in questo tempo di pandemia, «una grande opportunità di rigenerazione della speranza che le comunità possono mettere in campo accompagnando i cercatori di luce del nostro tempo a vivere esperienze capaci di far riprendere fiato alla vita di ciascuno».

 

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