La prima si intitola «Un bambino è nato per noi», la seconda «In cammino dietro la stella»

Anche quest’anno il cardinale Angelo Scola scrive i suoi tradizionali auguri per il Natale, sia alle famiglie, sia ai bambini. Le due Lettere, pubblicate dal Centro Ambrosiano, si possono già prenotare (tel. 02.67131639; commerciale@chiesadimilano.it) al prezzo di 0,30 euro (famiglie) e 0.80 (bambini). È possibile richiedere la personalizzazione per la Lettera alle famiglie, che viene diffusa principalmente in occasione della visita nelle case da parte dei parroci e dei loro collaboratori.

La Lettera alle famiglie si intitola Un bambino è nato per noi e nella parte centrale riporta una citazione del cardinale Giovanni Battista Montini, poi papa Paolo VI e Beato il 19 ottobre: «Dio è venuto per noi, non contro di noi». E Scola aggiunge: «La buona notizia che anche quest’anno, attraverso i miei sacerdoti o i loro collaboratori, desidero portarvi è questa: l’uomo non deve più cercare Dio a tentoni, perché Dio ha cercato lui. Ha colmato la distanza e ed è venuto tra noi». Con la lettera natalizia, infine, il cardinale Scola lancia alle famiglie un invito: «A Natale, ospitando nelle nostre case qualcuno dei suoi “piccoli” – penso agli anziani, a coloro che sono abbandonati o lontani dalla loro terra, ai più poveri…-, avremo la gioia di ospitare fisicamente Lui».

Con i bambini, invece, l’Arcivescovo, attraverso la Lettera natalizia che si intitola In cammino dietro la stella, continua il dialogo iniziato lo scorso anno guardando il presepio e in particolare alcuni protagonisti del Natale, per imparare come hanno vissuto l’attesa di Gesù Bambino. Quest’anno lo sguardo sarà fissato su tre protagonisti, i Magi che giungono da lontano, e sulla stella cometa, che nel presepio normalmente è collocata molto vicino a Gesù, appena sopra la grotta o la capanna in cui Egli viene al mondo. «Come i Magi, seguiamo la stella – è l’invito del Cardinale ai bambini -. Il Signore l’accende sempre anche per voi, magari attraverso il richiamo del papà e della mamma, o dei nonni, o del don, o di amici più grandi…».

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