Presentato in Vaticano www.eurocathinfo.eu, il portale internet che fornirà notizie e informazioni sull’attività delle 33 Conferenze episcopali del vecchio continente

di Virginia BRAMBILLA

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ROMA 23-04-2010 CEI TESTIMONI DIGITALI - MEDIA TV INTERNET DIGITALE PH: CRISTIAN GENNARI

Anche le conferenze episcopali europee potranno da oggi confrontarsi sul web. Nel giorno che celebra l’Unione Europea nasce Eurocath Info, il portale che avrà il compito di diffondere tutte le notizie più importanti sulle Chiese del vecchio continente, in tutte le lingue parlate dagli Stati membri. A presentare il progetto alla stampa nella sede della Radio Vaticana sono stati i cardinali Péter Erdő, arcivescovo di Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa, e Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale Italiana, nonchè monsignor Josef Michalik, presidente della Conferenza episcopale Polacca.

Nel sito www.eurocathinfo.eu trovano spazio tutte le 33 conferenze episcopali europee, cui si aggiungono le diocesi di Lussemburgo, del Principato di Monaco, di Cipro, di Chisinau (Moldavia) e l’Eparchia di Mukachevo. Sulla home page vengono riportate tutte le notizie più recenti dalle Conferenze episcopali, ciascuna nella lingua madre, sovente accompagnate dal documento originario scaricabile in formato doc. In alto a destra è presente la mappa d’Europa. Cliccando su ciascuno Stato, si ricavano le informazioni più importanti di ciascuna Conferenza episcopale: numero di diocesi e parrocchie, nomi del presidente e del segretario, indirizzi e contatti, collegamenti ipertestuali con gli organi di informazione.

Il portale è stato realizzato da due giovani, entrambi esperti di web editing: Sara María de la Torre Hernández (ufficio stampa della Conferenza Episcopale Spagnola) e Marin Oberan (webmaster della Conferenza Episcopale della Bosnia-Ezregovina). Stando al cardinale Erdő, la pagina web è stata concepita e realizzata nell’arco di quattro anni, ed è una struttura senza una vera redazione centrale, ma con la possibilità di traduzioni automatiche in trentadue lingue. «È uno strumento che permetterà alle conferenze episcopali europee di conoscersi meglio, cooperare e aiutarsi vicendevolmente, se necessario – ha aggiunto il porporato ungherese -. Un frutto, insomma, della comunione cristiana, una porta verso la vita della Chiesa e verso Gesù Cristo».

Per parte sua, il cardinale Bagnasco si è soffermato sul significato profondo della ricorrenza di oggi: la festa dell’Europa fu indetta per la prima volta a Milano nel 1985, in occasione dell’anniversario della dichiarazione dell’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman, sul piano di cooperazione economica (9 maggio 1950). Questa data segna il primo passo nel processo di integrazione europea. Schuman, ha ricordato Bagnasco, fu il primo uomo politico a parlare dell’Europa come una «“comunità di destino”, responsabile del proprio futuro e fondata su quell’umanesimo integrale che affonda le radici nel Vangelo».

Il porporato, proiettato con lo sguardo avanti, ha poi rammentato due importanti appuntamenti dei prossimi mesi: il Sinodo dei Vescovi sulla Nuova Evangelizzazione (7-28 ottobre) e l’Anno della Fede (11 ottobre 2012-24 novembre 2013). L’Anno della Fede, in particolare, ha spiegato Bagnasco, «è stato ispirato dal Santo Padre soprattutto per chi la fede già la possiede ma necessita di renderla, sempre più consapevole, gioiosa e pronta alla testimonianza».

L’intervento di monsignor Michalik ha fatto invece riferimento al ventennale del catechismo della Chiesa Cattolica, al centro del dodicesimo Congresso Europeo sulla Catechesi in corso a Roma e che si concluderà domani. L’opera di traduzione e diffusione del catechismo nelle varie lingue, ha osservato il presidente della Conferenza episcopale polacca, è particolarmente impegnativa per diversi motivi: per esempio è difficile trovare termini universalmente validi per concetti come “coscienza”, che in russo è di difficile traduzione. Monsignor Michalik ha infine sottolineato che è importante «fare catechismo con i giovani, piuttosto che ai giovani” e che i sacramenti dell’iniziazione cristiana – battesimo e, ancora di più, prima comunione e cresima – possono essere mezzi per riavvicinare alla fede anche i genitori».

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