Alle 17.30 il cardinale Scola celebra la messa nella parrocchia di San Marco Evangelista a Trecella, che festeggia il centenario di costruzione. Parla il parroco don Stefano Strada

di Cristina CONTI

don Stefano Strada

Sabato 10 maggio, alle 17.30, il cardinale Angelo Scola sarà a Trecella di Pozzuolo Martesana e celebrerà nella parrocchia di S. Marco Evangelista la Messa per il centesimo anniversario della costruzione della chiesa. Seguirà l’incontro con i sacerdoti del Decanato di Melzo. Ma quali sono le caratteristiche di questo territorio? L’abbiamo chiesto al parroco, don Stefano Strada.

Come vi state preparando alla visita del Cardinale?
Proprio il 10 maggio festeggiamo i cento anni della nostra chiesa, inaugurata nel 1914. La celebrazione liturgica sarà accompagnata dai tre cori parrocchiali: San Marco (di circa 45 bambini), Sant’Innocenzo (una trentina di anziani) e San Giovanni Bosco (con adulti e famiglie). I festeggiamenti per questo anniversario sono iniziati ufficialmente il 26 gennaio con la simbolica apertura della porta della chiesa e la celebrazione della Messa. A febbraio c’è stata la proiezione di alcuni film d’essai dedicati al tema della Chiesa e della fede. A marzo i Quaresimali, un musical dedicato alla figura di papa Giovanni XXIII e uno spettacolo teatrale su Giovanni Paolo II, un concerto e la testimonianza di un sacerdote sul tema della fede. Per la festa di San Marco, il patrono della nostra chiesa, alla sera del 24 abbiamo celebrato una Messa solenne presieduta dal cardinale Dionigi Tettamanzi. Questa settimana siamo stati a Roma in pellegrinaggio e abbiamo partecipato all’udienza generale con il Papa. Tra noi 90 persone si sono fermate solo per l’udienza di mercoledì e sono tornate in treno, altre sono venute in pullman e nelle giornate di venerdì e sabato hanno visitato Assisi. In 126, invece, abbiamo fatto a tappe una fiaccolata di 378 chilometri a piedi, con la fiaccola benedetta dal Papa. Oggi alle 10.30 celebriamo una Messa solenne e facciamo un pranzo insieme.

Come siete organizzati dal punto di vista pastorale?
Abbiamo attività di catechesi per l’iniziazione cristiana, adolescenti e giovani e adulti. Le celebrazioni sono accompagnate dai tre cori parrocchiali e da un gruppo di chierichetti con 51 componenti. C’è una forte partecipazione a tutte le Messe da parte di tutte le fasce d’età e la liturgia è sempre molto viva. Un gruppo di circa cento persone tra ragazzi, giovani e adulti, ogni anno prepara un musical. Organizziamo un oratorio estivo di sette settimane. Abbiamo un bel gruppo di adolescenti e giovani su cui stiamo puntando molto a livello aggregativo: vorremmo che diventassero il pilastro della parrocchia.

Crisi economica: com’è la situazione?
Qualche famiglia è in difficoltà, ma tranne casi particolarmente difficili, di solito almeno uno dei due genitori lavora. Da noi ci sono solo tremila abitanti e tutti si danno un gran da fare nel volontariato. Il Fondo Famiglia Lavoro per il momento ha aiutato cinque famiglie. Con gli adolescenti abbiamo appena organizzato una raccolta straordinaria di viveri. C’è inoltre un piccolo gruppo di servizio Caritas per la distribuzione degli indumenti: ora vorremmo rinnovarlo e fare qualcosa di più serio e mirato con un Centro d’ascolto.

Ci sono molti immigrati?
No, qualche famiglia ucraina e albanese, ben integrate nella comunità, e pochi marocchini, che fanno fatica a inserirsi in oratorio.

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