Benedetta dal cardinale Scola al termine del Pontificale di Ognissanti, sarà collocata di fronte all’altare del Crocefisso. L’opera di Gianfranco Defendi mette in evidenza i tratti peculiari della santità del fondatore delle Misericordine

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Sabato 1 novembre, alle 11, al termine del Pontificale nella solennità di tutti i Santi nel Duomo di Milano, il cardinale Angelo Scola benedirà la statua del beato monsignor Luigi Talamoni, che verrà poi collocata all’interno della cattedrale, sulla mensola 88, di fronte all’altare del Crocifisso e alla tomba del cardinale Carlo Maria Martini. La statua rimarrà esposta in Duomo fino alla definitiva posa, che avverrà nei tempi decisi dalla Veneranda Fabbrica del Duomo. La collocazione della statua conclude le celebrazioni del decennio dalla beatificazione, avvenuta in Piazza San Pietro il 21 marzo 2004, presieduta da San Giovanni Paolo II.

L’opera artistica mette in evidenza i tratti peculiari della santità di Talamoni. Realizzata in marmo di Candoglia dallo scultore Gianfranco Defendi, su incarico della Congregazione delle Suore Misericordine, raffigura Talamoni chino verso l’uomo e la società del suo tempo: le sue braccia sono tese nel gesto di accogliere e di donare, la veste ha parti apparentemente incompiute che esprimono l’andare di Talamoni in mezzo alla gente per accogliere gioie, problemi e peccati, non per trattenerli, ma per portarli nel suo cuore sapiente e misericordioso, abitato da Dio, fonte della salvezza e della consolazione.

Di monsignor Luigi Talamoni si può dire che è stato un gigante di fede, di carità, di capacità di accoglienza e di misericordia, di amore verso tutti. Virtù attinte dall’Eucaristia e testimoniate sia nei duri momenti delle prove subite per affermare la verità, sia nei lunghi anni di insegnamento in Seminario e nel suo impegno nel campo politico, per contrastare lo spirito anticlericale del tempo e sollecitare le istituzioni a operare per il bene comune, privilegiando i più bisognosi. Ma il suo ministero più assiduo fu nel confessionale del Duomo di Monza, al punto di essere definito «martire del confessionale». Con Maria Biffi Levati fondò a Monza la Congregazione delle Suore Misericordine, impegnate a custodirne la memoria attraverso la testimonianza del carisma di misericordia e di carità ai bambini, ai giovani, agli anziani soli o nelle Case di riposo, agli ammalati al loro domicilio o in Casa di cura e nelle missioni.

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