Raccolti sotto il tema «Come Lievito, per dare pienezza alla vita», dal 21 al 27 novembre 20 appuntamenti in presenza e online per riflettere sulle sfide del presente. Giovedì 25 all’Ambrosianeum dibattito tra Michela Marzano e Sabino Chialà, con un contributo video dell'Arcivescovo e diretta streaming in quattro Sale della comunità

di Gabriele LINGIARDI

Centri Culturali Lievito

Dal 21 al 27 novembre torna la Settimana dei Centri culturali cattolici della Diocesi di Milano, dal titolo «Come Lievito, per dare pienezza alla vita». Sette giorni di incontri online e in presenza diffusi in tutte le sette Zone pastorali (in allegato il programma completo). Un totale di 20 eventi che affronteranno diverse domande tra la stretta attualità e la spiritualità.

La Settimana si rivolge a chiunque desideri andare oltre la superficie raccontata dalla cronaca. Ritrovando la fisicità degli incontri, riapre al valore della testimonianza. Per questo gran parte degli eventi ospiteranno pensatori e testimoni di vita in dialogo sulle domande cruciali che le sfide del presente ci pongono. Analisi delle nuove fragilità e dei dilemmi etici per trovare un terreno e un linguaggio comune.

Il cuore della Settimana sarà giovedì 25 novembre, alle 21. All’Ambrosianeum di Milano (via delle Ore 3) la scrittrice e filosofa Michela Marzano incontrerà Sabino Chialà, monaco di Bose e studioso; modera il giornalista di Avvenire Alessandro Zaccuri, la serata verrà arricchita da un contributo video dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, che, contrariamente a quanto programmato, non potrà essere presente (qui le iscrizioni). Per garantire un maggiore accesso l’incontro sarà proiettato anche in diretta streaming (e quindi in contemporanea) in quattro Sale della comunità: l’Auditorium San Luigi di Somma Lombardo, il Cineteatro Sacro Cuore di Busto Garolfo, La Campanella di Bovisio Masciago, il Cineteatro Agorà di Cernusco sul Naviglio.

Don Gianluca Bernardini

«Ripartiamo dal “lievito”, perché abbiamo bisogno di dare spessore alle domande di sempre che interrogano, forse con più urgenza, le donne e gli uomini di oggi, per cercare insieme risposte comuni che aprano a orizzonti di speranza – sottolinea il responsabile dell’Ufficio per il Coordinamento dei Centri culturali cattolici don Gianluca Bernardini -. Le molteplici iniziative sul territorio, tra cui diverse quest’anno in presenza, dicono che i Centri culturali cattolici possono ancora essere spazi di riflessione dentro questo nostro tempo che sembra, a volte, aver sospeso “le parole di senso” sulla vita, la malattia, la morte, l’educazione, la vita comune, la fede stessa. Un monito perché, come Chiesa, non possiamo dimenticarci della “carità della cultura”, servizio ancora prezioso per tutti».

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