La morte del fondatore del Piccolo Gruppo di Cristo probabilmente a causa del Coronavirus. Nato nel 1926 aveva seguito il venerabile Giuseppe Lazzati nell'Istituto secolare Cristo Re, e pur rimanendo in questo Istituto diede poi vita a una nuova forma di vita consacrata. Il ricordo di mons. Martinelli

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Foto di Andres Bergamini

Domenica 29 marzo Andrea Di Maio, responsabile del Piccolo Gruppo di Cristo, ha comunicato che «questa notte ha terminato la sua missione terrena» il loro fondatore, Ireos Della Savia. La sua morte è probabilmente dovuta a Covid-19: in questi ultimi giorni ha sofferto di febbre e di problemi respiratori.

La sua vita
Nato nel 1926 a Spilimbergo, in Friuli, trasferitosi da ragazzo a Milano, Della Savia vi ha lavorato come modellista di tomaie e poi come impiegato all’Ortomercato. Allontanatosi dalla fede durante l’adolescenza, nel 1950 una malattia gli ha dato modo di riflettere sul suo stato: l’iniziale paura di perdersi, l’esigenza d una vita piena e duratura, ma soprattutto la scoperta dell’amore di Dio lo hanno riportato alla fede, alla preghiera e a sentire l’urgenza di una conversione che esigeva un totale abbandono a Dio.
Comprendeva che tale consacrazione poteva essere vissuta anche nel matrimonio, ma intuiva che Dio lo preferiva celibe: lasciò la ragazza che amava e che avrebbe voluto sposare e ha abbracciato la chiamata di Dio al celibato, che ha potuto coltivare da laico nell’Istituto secolare di “Cristo Re”, fondato dal venerabile Giuseppe Lazzati. La sua esperienza spirituale è stata segnata dalla preghiera: ha imparato a conoscere Dio davanti all’eucaristia.

All’inizio del 1957, insieme ad alcuni giovani di Milano provenienti dalle file dell’Azione cattolica, interpellato dall’urgenza di costituire un reciproco aiuto per la salvezza, si è trovato a iniziare il Piccolo Gruppo di Cristo: la Comunità e, in seguito, la Fraternità e il Cenacolo Evangelico: cristiani comuni che scelgono o si propongono di aiutarsi a vivere più pienamente la consacrazione cristiana nella propria casa, da sposati o celibi o vedovi o in ricerca; cristiani semplici che desiderano aiutarsi ad avere più fede e a condividerla con chi ne è in cerca.

«Monaci per le strade»
L’8 gennaio 1984 le prime costituzioni furono approvate dal cardinale Carlo Maria Martini che, nel relativo decreto dichiarava: «Lo segnalo ai pastori d’anime e lo raccomando ai fedeli come una strada significativa di pienezza di impegno cristiano e di servizio alla Chiesa»; «esprimo una lode particolare al Piccolo Gruppo di Cristo per la originalità della sua configurazione e dei suoi fini spirituali ed apostolici».

Il card. Martini e per lui il card. Attilio Nicora, allora Vescovo ausiliare di Milano, si legge sul sito del Piccolo Gruppo di Cristo «con molta benevolenza e attenzione ci ha seguito negli anni del suo ministero pastorale e ci ha chiesto una successiva stesura dei nostri statuti che ha approvato il 24 giugno 2002».

Il cordoglio della Diocesi
«In questi anni avevo avuto occasione di incontrarlo, davvero una persona mite e angelica», lo ricorda così mons. Paolo Martinelli, vicario episcopale per la vita consacrata maschile.

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