Redazione

E’ importante per ogni parrocchia la capacità di accogliere bene, di far sentire a casa propria anche chi si affaccia per la prima volta alla vita della nostra comunità; l’offrire momenti significativi e curati sia di celebrazione che di formazione; dare un aiuto a chi si trova in difficoltà, perché senza parenti a cui affidare i figli o con turni di lavoro che lo isolano generando solitudine.

don Franco Carnevali
parroco di S. Maria Assunta e decano di Gallarate

All’inizio della “tre giorni decani”, l’Arcivescovo ha presentato il percorso pastorale per l’anno 2007–2008: “Famiglia comunica la tua fede”. Èapparso subito ricco di spunti per la vita delle nostre comunità parrocchiali e capace di far compiere significativi passi in un cammino di Chiesa attento alle esigenze dell’uomo d’oggi ed, in particolare, ai valori insiti nell’esperienza familiare. Vorrei qui riprendere alcuni spunti, non con l’intenzione di riassumere il percorso, ma offrendo alcune riflessioni che mi sono nate ascoltando il Cardinale e riflettendo sulla vita del mio decanato.

Mi pare innanzitutto importante ricordare che il percorso pastorale è in continuità con quanto proposto lo scorso anno. Questo permette di riprendere le riflessioni e le iniziative vissute e di completare quanto non si è riusciti a fare. In particolare in molte parrocchie il tema dell’ascolto delle famiglie ha occupato molto tempo ed è stato così realmente difficile affrontare con la dovuta attenzione la sollecitazione per mettersi in ascolto della Parola di Dio. Tutto questo può non andare perduto!

Il tema della comunicazione della fede mi pare poi elemento centrale nella vita delle nostre comunità, e trova nella famiglia un suo ambito privilegiato. Affrontarlo insieme offre la possibilità di ritrovare coraggio nell’assolvere un compito così impegnativo, anche di fronte a difficoltà o fallimenti. Credo che tutti siamo impegnati in questo servizio e il sentirci richiamati alla necessità di trovare nella nostra vita quotidiana e nella normalità delle nostre scelte uno spazio significativo per Dio e per la sua Parola non può che farci crescere nella giusta direzione.

In questo appare assai importante la modalità con cui una parrocchia riesce ad offrire spunti ed incoraggiamenti specialmente alle famiglie. La capacità di accogliere bene, di far sentire a casa propria anche chi si affaccia per la prima volta alla vita della nostra comunità; l’offrire momenti significativi e curati sia di celebrazione che di formazione; dare un aiuto a chi si trova in difficoltà, perché senza parenti a cui affidare i figli o con turni di lavoro che lo isolano generando solitudine sono passi importanti che possono favorire il riconoscimento dei doni ricevuti da Dio e spingere a condividerli con gli altri.

Un punto particolarmente evidenziato nel tema della comunicazione della fede è sicuramente quello dell’educazione. Su di esso si concentrano domande, richieste, desideri di confronto di tante persone, anche quelle meno presenti nella vita della parrocchia. Può essere senz’altro un ambito di ricerca aperta, vissuto insieme dalle famiglie e da coloro che svolgono servizi educativi in oratorio o nei camini catechistici, un’occasione per risvegliare attenzioni sopite ed anche cammini di fede messi in un angolo non per scelta e senza grandi riflessioni in proposito.

Anche qui molto dipenderà dalla qualità di ciò che offriamo. In un tempo dalle molte proposte, dalle variegate voci che riempiono le nostre giornate credo sia importante trasmettere senza annacquarla la pienezza della Parola del Signore, ma con molta pazienza, ponendo una reale attenzione alla vita concreta delle persone, ai loro problemi, alle loro fragilità, rispettando i tempi della vita ed anche quelli della comprensione del Vangelo.

Un’ultima sottolineatura: un’attenzione rilevante andrà quest’anno alla preparazione al battesimo dei figli e all’accompagnamento dei genitori nel loro compito di educatori alla fede anche dei più piccoli. Dopo i tentativi della sperimentazione è il momento di coinvolgerci tutti in questo compito affascinante. Nei nostri paesi e nelle nostre città quello del battesimo è ancora un momento particolarmente significativo e richiesto dalla quasi totalità delle famiglie.

Vale la pena di investire energie e persone in questo ambito pastorale, impegnando e valorizzando i laici, specialmente le coppie di sposi, in un servizio sicuramente prezioso. Può essere il primo passo di un rinnovamento significativo nell’accompagnare i ragazzi all’ingresso nella vita della comunità cristiana, luogo che può diventare capace di ridare slancio alle nostre comunità cristiane, se si ha la capacità e il desiderio di cogliere quanto il nostro tempo ci sta dicendo, senza eccessive fughe in avanti, ma anche senza rimpianti o lamenti.

Iniziamo il cammino di questo anno pastorale con fiducia e speranza: le nostre parrocchie o comunità pastorali sono ancora vive e ricche di risorse, vedono spesso la presenza di laici desiderosi di crescere come discepoli e testimoni e di sacerdoti, religiosi e religiose che non si risparmiano nel parlare di Gesù. La consapevolezza che “l’amore di Dio è in mezzo a noi” non può che spingerci a metterci pienamente a servizio del Vangelo.

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