La seconda parte del corso promosso dall’Ufficio diocesano comunicazioni sociali e rivolto agli operatori dei media parrocchiali si concentra sui singoli strumenti e intende fornire conoscenze teoriche e tecniche. Incontri in Cattolica, iscrizioni on line

di Davide MILANI
Direttore Ufficio comunicazioni sociali - Diocesi di Milano

Parrocchia comunica

Parte il 5 marzo presso la sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano il nuovo corso per comunicatori parrocchiali organizzato dall’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Milano. Il titolo “La Parrocchia comunica. Seconda parte: gli strumenti di comunicazione” suggerisce la struttura modulare del corso, la cui prima parte si è tenuta nel marzo 2015.

Quest’anno il corso è composto da 6 incontri che si svolgeranno dalle 9.30 alle 13 del sabato: il 5,12,19 marzo e il 2,9, 16 aprile.

Il corso nasce dall’esperienza di ascolto delle realtà parrocchiali della diocesi, dai loro bisogni e al tempo stesso dallo sfidante contesto comunicativo attuale che non può non vedere le comunità cristiane protagoniste dei linguaggi, dei tempi e delle forme della comunicazione.

In gioco non c’è solo la capacità di dare le notizie della Chiesa e usare gli strumenti in modo adeguato: è la possibilità di entrare in relazione con tutti, di stendere ponti e vie che possano essere percorse da tutti, anche da chi – dentro i nostri territori frammentati – per mille ragioni non vive l’esperienza della comunità cristiana o lo fa in modo rapsodico.

Come già accade con maggiore maturità e consapevolezza per altri ambiti della pastorale, è tempo anche della “costruzione” della figura del comunicatore parrocchiale, finora poco considerata nelle comunità parrocchiali, che merita invece investimento in termini di formazione e di collocazione nei luoghi strategici delle comunità cristiane.

Al centro della comunicazione ci devono essere sempre meno gli strumenti e più le persone, gli “autori”. E i new media e la tecnologia applicata anche agli old media consentono questa rivoluzione copernicana.

Per una parrocchia non è necessario disporre di grandi strumenti e risorse economiche per fare una buona comunicazione con i “fedeli” e chi vive nel proprio territorio: servono persone preparate, che vivano questa sfida come missione, con la stessa passione al Vangelo, alla comunità e al prossimo dei volontari Caritas o dei ministri straordinari dell’Eucarestia.

Il primo incontro, il 5 marzo, è di carattere fondativo rispetto all’intero percorso e parlerà proprio del comunicatore, prima che della comunicazione. Data la particolare “caratura” dei docenti e l’importanza del tema, questa prima giornata sarà aperta anche ai comunicatori professionisti non iscritti al corso, ma parte dell’albo dell’Ordine dei Giornalisti.

Si parlerà del comunicatore, della sua etica, delle sue doti umane e spirituali grazie agli interventi di protagonisti di primo piano del settore, quali Luciano Fontana, direttore del Corriere della sera, Massimo Bernardini, giornalista e conduttore Rai, monsignor Dario Edoardo Viganò, Prefetto per la Comunicazione della Santa Sede e le riflessioni spirituali di monsignor Paolo Martinelli, Vescovo e Vicario episcopale della Diocesi ambrosiana su «Nuovi media, nuove virtù e peccati». Presenti anche i direttori di tre media locali: Michele Brambilla (Gazzetta di Parma), Nino Ciravegna (Noi Brugherio) e Marco Giovannelli (VareseNews).

Poi a seguire la giornata di workshop a gruppi del 12 marzo, (per approfondire lo strumento che meno si conosce) e quattro giornate dedicate al giornale della comunità (19 marzo), l’immagine fotografica e video (2 aprile), il sito internet (9 aprile), i social network (16 aprile). Tra gli interventi, anche le testimonianze sul campo dei giornalisti della diocesi e del quotidiano cattolico Avvenire. A chiudere il corso monsignor Ivan Maffeis, responsabile comunicazione e sottosegretario Cei.

L’interesse a compiere in modo adeguato questo servizio volontario è altissimo: 160 gli iscritti dello scorso anno, in questi primi 5 giorni di iscrizioni per il nuovo corso già oltre 100 gli aderenti. Ad attenderli 34 qualificati relatori e tante comunità cristiane che aspettano “ministri” formati per comunicare con i media la Buona Notizia a ogni uomo.

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