Da lunedì a venerdì, alle 17.30, all’altare maggiore, Messa capitolare celebrata fra i Vespri. Diretta tv e web

di Federico PIZZI

Maria e Giuseppe - Restauro 2018
Maria e Giuseppe rappresentati nell’antello della vetrata del Duomo dedicata al Nuovo Testamento (particolare)

La liturgia dell’Avvento, a partire dal 16 dicembre, con la Commemorazione dell’Annuncio a san Giuseppe e le successive Ferie prenatalizie «dell’Accolto» (de Exceptato), è orientata alla preparazione più prossima al Natale di Gesù.

Come scrive l’Arcivescovo, «i cristiani guardano bene i giorni, precari e promettenti, opachi e gravidi di speranza, così che si ravvivi lo stupore per quel giorno benedetto che li illumina tutti. Saremo capaci di considerare la storia, i suoi sussulti di sapienza e le sue deludenti insipienze, così che ancora ci sorprenda e ci rallegri il giorno santo di Gesù, luce e riposo per tutti gli altri giorni, capace di offrire pace?» (Lettera per il Tempo di Avvento).

La Cattedrale, cuore della vita liturgica della Diocesi, accompagna questi giorni con un momento celebrativo specifico rivolto a tutti e, in particolare, a quanti per motivi di studio e di lavoro, anche in questo tempo, si trovano in centro a Milano.

Da mercoledì 16 dicembre a mercoledì 23 dicembre (nei giorni feriali da lunedì a venerdì), alle 17.30, è prevista all’altare maggiore la Messa capitolare celebrata fra i Vespri. La celebrazione è trasmessa in diretta su Chiesa Tv (canale 195 del digitale terrestre) e su www.chiesadimilano.it

Attraverso l’ascolto della Parola di Dio e la preghiera liturgica, affrettiamo il nostro cammino nella speranza, facendoci pellegrini verso Betlemme – proprio come Maria e Giuseppe rappresentati nell’antello della vetrata del Duomo dedicata al Nuovo Testamento, riprodotto qui a fianco – e chiediamo di essere illuminati dal Signore Gesù che, venendo nel mondo, vince la notte del nostro cuore, compie ogni attesa, conforta ogni solitudine e santifica ogni esistenza: «Sii vicino, o Dio onnipotente, a chi ti aspetta con cuore sincero; a chi si sente tanto fragile e povero dona la forza e la ricchezza della tua carità inesauribile».

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