La presenza dell'Urna ha offerto l'occasione per dedicare al Santo l'area antistante a una delle due chiese parrocchiali fondate dai Salesiani

di Mario PISCHETOLA

don bosco Sesto San Giovanni

È stato come se un padre fosse venuto a visitare per la prima volta la casa che i suoi figli hanno preparato per viverci. Una festa grandissima ieri sera a Sesto San Giovanni per l’accoglienza dell’Urna di San Giovanni Bosco nella città dove i Salesiani operano da più di sessant’anni, costruendo – uno dopo l’altro – l’oratorio, le scuole (che ora contano più di millecinquecento studenti), due chiese parrocchiali e altre strutture che si occupano di carità e di cultura.

Proprio in una delle due parrocchie, quella dedicata al suo nome, Don Bosco è arrivato ieri sera attorno alle 20.30, attorniato da più di mille persone in attesa sotto la pioggia. All’interno la chiesa era già stracolma di gente, come non lo è mai stata dai giorni della sua fondazione, trent’anni fa. Sulle note dell’Inno a don Bosco Giù dai colli, eseguito dalla Banda di Brugherio, l’Urna del padre e maestro della gioventù è stata portata dentro la chiesa trainata dal sindaco Monica Chittò e dal parroco delle due parrocchie salesiane don Agostino Sosio. Dietro a Don Bosco, per primo il Vicario episcopale della Zona VII monsignor Piero Cresseri, insieme al vicesindaco Felice Cagliani e all’assessore all’educazione Roberta Perego.

Durante l’accoglienza festosa, la parola è stata data proprio al primo cittadino Monica Chittò che, dando il benvenuto a Don Bosco, ha sottolineato come non solo la città di Sesto, ma anche molte città dell’hinterland abbiano beneficiato dell’incidenza educativa di don Bosco. Proprio per questa positiva influenza e come segno della sua visita, il Sindaco ha dedicato il largo antistante alla chiesa parrocchiale a don Bosco. «Sesto ha fatto largo a don Bosco», ha commentato il parroco don Sosio, salutando le autorità intervenute e le centinaia di fedeli che si accalcavano per far visita alle reliquie del Santo. Nella preghiera di accoglienza anche monsignor Cresseri non ha nascosto la sua emozione: «Quando passa un santo, vivo o morto, riesce a smuovere non solo le folle, ma anche le coscienze».

La fila è proseguita in modo ininterrotto per circa tre ore: si calcola che circa quattromila persone abbiano sostato davanti all’Urna. La chiesa è rimasta piena fino a notte inoltrata e si è ripopolata questa mattina alle 5.30 per la concelebrazione eucaristica di saluto, alla presenza di molti parroci e sacerdoti della città.

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