Domenica alle 14.30 grande festa perché il bene confiscato alla mafia viene assegnato definitivamente e diventa bene comune. Saranno presenti autorità civili e religiose. Parla don Massimo Mapelli, che continuerà il lavoro già iniziato sei anni fa

di Luisa BOVE

masseria
La Masseria di Cisliano

Festa grande domenica 27 giugno alle 14.30 alla Libera Masseria di Cisliano, alle porte di Milano, che dopo 6 anni ha ottenuto finalmente l’assegnazione definita, passando «da bene confiscato a bene comune», come recita lo slogan dell’evento. «Più che un traguardo festeggeremo la ripartenza», esordisce don Massimo Mapelli, responsabile Caritas della Zona pastorale VI e presidente dell’associazione “Una casa anche per te”. «Nel maggio 2015 abbiamo fatto un presidio a tutela del bene perché stava per essere distrutto. Quando è arrivata la confisca definitiva nel 2014, qualcuno ha rubato il cancello ed è subito iniziata un’opera di distruzione. Il segnale era preciso: “Non è più nostro, non sia più di nessuno”».

E voi cosa avete fatto?

Siamo entrati anche noi senza chiedere il permesso, eravamo noi dell’associazione insieme ad altre realtà del territorio. Così abbiamo iniziato un presidio a tutela del bene. Quindi abbiamo partecipato a un Consiglio comunale di Cisliano che ha deciso all’unanimità di presidiare con noi e 15 giorni dopo è arrivata la disponibilità da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ad assegnare il bene provvisoriamente al Comune di Cisliano purché lo utilizzasse con la rete che si era formata per il presidio.

E poi?

Siamo andati avanti così per sei anni. Negli appartamenti in Masseria abbiamo ospitato più di 50 persone in accoglienza temporanea: famiglie del territorio che avevano già avuto lo sfratto esecutivo con l’intervento della forza pubblica, donne con figli, uomini soli, provenienti da Cisliano, Abbiategrasso, Corsico. Poi nei nostri locali abbiamo tenuto corsi di formazione, sono passati più di 11 mila ragazzi di oratori, parrocchie e soprattutto scuole che hanno vissuto l’esperienza di alternanza scuola-lavoro residenziale. I ragazzi facevano mezza giornata di formazione e l’altra mezza di lavoro di risistemazione del bene. Adesso non è ancora a posto, ma occorre l’intervento di imprese e professionisti, prima in condizione provvisoria era impossibile da realizzare. In seguito abbiamo collaborato con la prefettura di Milano per presentare un progetto che portasse all’assegnazione definitiva del bene e il 28 maggio scorso la commissione che si è radunata a Roma ha dato parere positivo. Ora il bene è entrato nel patrimonio indisponibile del Comune di Cisliano affinché lo usi per il progetto che abbiamo scritto insieme.

Quali attività stabilisce il progetto?

Quella di continuare l’accoglienza negli appartamenti, come pure la formazione, anche migliorandola. In questo senso “Una casa anche per te” ha firmato un protocollo d’intesa con l’università di Nando dalla Chiesa per studiare insieme percorsi. Inoltre con l’assegnazione definitiva vorremmo anche ripristinare tutta la parte dedicata alla ristorazione per farne un ristorante sociale così da creare anche qualche posto di lavoro trasparente, pulito, sicuro. Questo adesso è possibile.

Chi partecipa alla festa di domenica?

Ci sarà il prefetto di Milano, perché era venuto in Masseria diverse volte impegnandosi per l’assegnazione. Poi i rappresentanti del Comitato di garanzia che deve vigilare perché si realizzi il progetto indicato: la vicesindaca Arianna Censi (Città Metropolitana), Nando dalla Chiesa (Università), “Una casa anche per te”, il Comune di Cisliano, l’assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato (Regione Lombardia), un magistrato della Direzione distrettuale antimafia che aveva a suo tempo indagato sulla Masseria. A questi si aggiungono alcuni sindaci del territorio, qualche scuola passata da noi in questi anni, il parroco di Cisliano, il decano di Abbiategrasso. L’arcivescovo, che è già venuto un paio di volte in Masseria, ci ha mandato una lettera spiegando che purtroppo quel giorno è a Bergamo, ci incoraggia nel percorso già intrapreso e rimanda in altra occasione la possibilità di essere presente.

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