L’elemento “rivoluzionario” di una forma di vita consacrata riconosciuta settant’anni fa dalla Chiesa e al centro del convegno “Fedeli e Creativi”, a cui partecipa l’Arcivescovo

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«Penso che con la Provida Mater Ecclesia la Chiesa ha fatto un gesto davvero rivoluzionario!». Con queste parole papa Francesco ha ricordato il riconoscimento di una nuova forma di vita consacrata, gli Istituti Secolari, compiuto 70 anni fa.

In cosa consiste l’elemento “rivoluzionario”? Riconoscere che si può vivere nella condizione laicale ed essere consacrati; riconoscere che donare la vita a Dio non richiede necessariamente uscire dal mondo. Anzi, il mondo può diventare il “luogo teologico” della santificazione personale e del servizio ai fratelli. Così sono nati nel 1947 gli Istituti secolari. Si sono diffusi lungo gli anni, in Italia e in moltissime parti del mondo. Nell’ambito della Diocesi di Milano e delle Diocesi lombarde sono radicati 23 Istituti secolari, i cui membri operano nelle più diverse attività lavorative, sociali, politiche, di volontariato, privilegiando la presenza nelle realtà del mondo, ma anche collaborando all’interno delle strutture ecclesiali.

In tutte queste realtà noi, consacrati secolari, viviamo nella condizione laicale la missione ecclesiale per essere Chiesa accanto a ognuno, credente o non credente, collaborando con chiunque cerchi il bene, impegnandoci perché ogni aspetto della realtà venga orientato ai valori evangelici per la costruzione di una società più giusta, almeno un po’ più simile al Regno di Dio. I consigli evangelici, a cui ci impegniamo in forza di una consacrazione riconosciuta dalla Chiesa, sono vissuti senza forme particolari che ci distinguano da ogni altro laico; anzi tendono a realizzare una pienezza umana, alla luce del Vangelo, possibile a ogni cristiano. Sentiamo fortemente l’esigenza che la vocazione degli Istituti secolari sia conosciuta e valorizzata. Sappiamo di aver ricevuto un dono, un carisma, e vorremmo che tutta la Chiesa nelle sue diverse articolazioni, ma soprattutto il mondo giovanile, nelle associazioni e gruppi ecclesiali, possano comprendere la bellezza di fare della propria vita – così com’è – un dono totale e indiviso a Dio per servire i fratelli ed essere tra loro segno di speranza e di amore.

Per questo sabato 14 aprile avrà luogo il convegno “Fedeli e Creativi”, in cui desideriamo interrogarci sulle prospettive future di questa particolare forma di vita. Nella fase preparatoria di questo convegno abbiamo interpellato alcuni gruppi di giovani con l’intento di comprendere quale percezione abbiano di questa vocazione che apre ad orizzonti di santità vissuta nel quotidiano. Al convegno ascolteremo la loro voce, insieme a quella di alcuni membri degli istituti secolari e di esperti di spiritualità. Infine sentiamo viva gratitudine per il nostro Arcivescovo Mario che, accogliendo l’invito a intervenire al convegno, ha accettato di “presentare” gli Istituti secolari alla Chiesa di Milano. Ci auguriamo che molti giovani possano riconoscere nel loro cuore il desiderio di una vita donata a Dio e ai fratelli nelle comuni condizioni di vita, rispondendo a questa chiamata con generosità per portare il Vangelo nella vita quotidiana della gente.

Il Comitato promotore del convegno “Fedeli e Creativi”

 

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