Sirio 01-03 marzo 2024
Share

14 novembre

«Invitati ad andare
nel “campo” delle periferie»

Il vicario episcopale monsignor Piero Cresseri presenta l’incontro dei sacerdoti della Zona VII con l’Arcivescovo sui temi della Lettera pastorale e sottolinea l’impegno dei presbiteri a visitare più volte le famiglie del territorio

di Francesca LOZITO

9 Novembre 2013

La Zona pastorale VII (Sesto San Giovanni) ospiterà l’ultimo incontro tra l’Arcivescovo e i sacerdoti del territorio sui temi della Lettera «Il campo è il mondo». L’appuntamento è per la mattinata di giovedì 14 novembre a Cologno Monzese, presso il teatro San Marco. La VII è anche la più piccola tra le Zone pastorali. Il vicario episcopale è monsignor Piero Cresseri.

Che caratteristiche ha la Zona VII?
È appunto la più piccola delle sette, ma con una altissima densità di popolazione. C’è una forte presenza di ceto popolare, medio basso: in alcune parrocchie di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo gli immigrati sono più numerosi rispetto alla gente originaria del posto (in una parrocchia, in particolare, si arriva al 60% di immigrati). Un aspetto interessante, se si pensa al tema della Lettera pastorale. A questo proposito un parroco – ma probabilmente anche altri hanno recepito questa proposta – ha raccolto il mio invito di dedicare questi primi tre mesi dell’anno pastorale solo ed esclusivamente alla visita delle famiglie, anche più volte nel periodo, finché non si riesca a incontrare tutti i membri della famiglia. Questo vuol dire andare fin nelle periferie, anche negli angoli più nascosti. E prestare attenzione agli ultimi.

Come ha riflettuto in questi mesi la comunità cristiana della vostra zona su «Il campo è il mondo»?
La Lettera è stata diffusa capillarmente in tutte le parrocchie: i sacerdoti non solo l’hanno regalata ai collaboratori più stretti, ma in ogni messa domenicale hanno richiamato l’importanza di averne una copia in ogni famiglia, e di leggerla insieme. I preti si sono preparati sulla Lettera pastorale leggendola personalmente, poi ne hanno approfondito la conoscenza anche a livello di Consiglio pastorale, parrocchiale e decanale. Diversi parroci l’hanno letta insieme ai loro collaboratori, impegnati nell’ambito Caritas, nelle attività del catechismo, oppure in oratorio.

Quali attese per l’incontro con l’Arcivescovo?
Innanzitutto i preti hanno pregato perché questo incontro annuale riesca nel migliore dei modi. È un momento atteso e desiderato dai sacerdoti e dai diaconi. La preghiera e la riflessione è stata personale, ma anche negli incontri decanali (per alcuni a cadenza settimanale), con un confronto molto serrato e profondo. Hanno poi anche preparato domande e riflessioni che sono desiderosi di porgere all’Arcivescovo. Tre le domande che sono state scelte per iniziare: un decano rifletterà sugli affetti, un altro sacerdote sulla pluriformità nell’unità, il terzo – un vicario parrocchiale che ha una forte esperienza d’oratorio – chiederà come la parrocchia vive la festa.

E allora, in un territorio come la vostra Zona, i testimoni di cui parla la Lettera dove stanno?
Beh, i primi sono i preti, perché siamo noi che dobbiamo dare l’esempio, con la nostra dedizione. Se questa c’è, poi suscita una corrispondenza da parte delle persone.