Hanno risposto all’appello oltre le aspettative. Da Milano, ma anche dall’India, anziani e giovani, italiani e immigrati sono pronti a rimboccarsi le maniche per la buona riuscita dell’evento. Prima del servizio previsti corsi di formazione

Virginio Canziani

Prima ancora di cominciare, il VII Incontro mondiale delle famiglie ha già scaldato i cuori. Almeno quelli dei volontari. La Fondazione Milano Famiglie, che organizza l’evento, se ne aspettava 5 mila. Hanno, invece, risposto all’appello in 5.408.

I volontari per il Family sono un popolo variegato. Le donne sono poco di più degli uomini. Oltre la metà ha meno di 35 anni, 4 su 5 vengono dall’Italia. Ma ci sono anche 32 «pantere grigie» che hanno superato i 70. E c’è chi si metterà in viaggio da Oltreoceano per dare una mano alle famiglie che incontrano il Papa. Fra i connazionali, spiccano, per ovvie ragioni, gli ambrosiani (3.688) e a seguire i lombardi. Un gruppo risalirà la Penisola: in 156 vengono dal Sud.

Detiene il titolo di volontario più anziano Virginio Canziani, 70 anni, ex responsabile vendita in azienda. Appassionato di bricolage, da quando è andato in pensione 10 anni fa, ogni estate insegna ai ragazzi dell’oratorio a costruire aquiloni e a lavorare con il traforo. Lui e la moglie hanno ospitato i pellegrini in sacco a pelo nella loro casa di Samarate (Varese), durante i due raduni della comunità di Taizé che si sono tenuti a Milano. «Ero pronto ad aprire le porte di casa anche per il VII Incontro mondiale delle famiglie – dice Canziani -. Purtroppo, però, ho dovuto rinunciarci e allora ho scelto di dare una mano all’organizzazione proponendomi come volontario». Preferenze? «Nessuna. Attendo che mi dicano cosa devo fare».

La «piccola di famiglia», la mascotte, è, invece, Federica Gazzola, da Cologno Monzese, 18 anni a dicembre. Federica frequenta la quarta liceo allo Scientifico di Cimiano. Farà la volontaria insieme al suo gruppo di amici molto impegnato in oratorio. «Spero che l’Incontro possa essere un’occasione per conoscere gente da tutto il mondo. Mi piacerebbe dare una mano all’organizzazione delle attività di animazione per il Congresso dei ragazzi. Le lingue non sono un problema. Parlo l’inglese e me la cavo con lo spagnolo. Anzi l’incontro mi darà l’opportunità per esercitarmi».

Per dare il proprio contributo gratuitamente c’è anche chi è disposto a macinare migliaia di chilometri: Johnson Cheeramban, 48 anni, è pronto a partire da Palakkad, nel Kerala, nell’India del Sud. Se riuscirà a ottenere il visto per l’Italia, sarà il volontario che avrà compiuto il viaggio più lungo.

Nella grande famiglia dei volontari, poi, ci sono anche italiani all’estero per lavoro che hanno deciso di prendersi le ferie per venire a Milano, come Francesco Di Rosario, giovane ingegnere, da quattro anni a Londra, che nel curriculum può vantare di essere stato la voce degli italiani durante la Giornata mondiale della Gioventù di Madrid. Oppure, al contrario, sono pronti a rimboccarsi le maniche per la buona riuscita dell’evento, stranieri, immigrati in Italia. È il caso di Mhel Bisquera, originaria delle Filippine, 58 anni, più della metà dei quali passati in Italia, in gran parte a Milano, dove ha cominciato come colf per poi trovare un posto come impiegata di banca. «Non mi sono mai sposata, non ho impegni familiari e allora ho pensato di mettermi a disposizione delle famiglie, magari proprio dei miei connazionali, che verranno a Milano per il Papa».

«Terremo conto delle preferenze che i volontari hanno espresso al momento dell’iscrizione e in linea di massima cercheremo di assecondare le predisposizioni e valorizzare le competenze di ognuno», spiega Gabriele Alberti, responsabile della Fondazione Milano Famiglie 2012 che si occupa di coordinarli. D’altra parte la gamma di attività è veramente molto ampia: i volontari potranno accompagnare le delegazioni internazionali come autisti e ciceroni, accogliere i pellegrini agli infopoint che saranno allestiti negli aeroporti, affiancare in generale il personale della sicurezza nei luoghi cruciali dell’Incontro. E ancora aiutare l’ufficio stampa e gli educatori impegnati con i figli dei partecipanti all’Incontro. Nelle prossime settimane partirà anche un corso per i volontari che abitano a Milano e in diocesi. Per tutti gli altri la formazione avverrà nei primi giorni di servizio.

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