Redazione

Il gruppo è nato verso la fine degli anni Settanta nella parrocchia di San Vittore al Corpo a Milano. L’oratorio iniziava a dare segni di stanchezza e occorreva rilanciare con un nuova proposta educativa. Lo scoutismo fu la risposta giusta.

di Luisa Bove

Il Milano 34 ha ricordato il 90° dello scoutismo cattolico italiano con un raduno di due giorni a Merate, in provincia di Lecco, il 10 e 11 giugno scorso. In quell’occasione il gruppo ha voluto ricordare anche i 35 anni dalla nascita invitando i “vecchi” iscritti, oggi sposati con figli. Il gruppo scout legato alla centralissima parrocchia di San Vittore al Corpo a Milano ha festeggiato un compleanno importante. La sua è una storia tutta particolare. Il gruppo è nato in sordina negli anni della contestazione studentesca per dare un nuovo slancio alla vita dell’oratorio che iniziava a dare segni di stanchezza. L’occasione di rilanciare una nuova attività educativa, come poteva essere il gruppo scout, ha avuto successo fin dal suo sorgere.

L’allora coadiutore di San Vittore, don Luciano Spreafico, decise di parlarne all’arcivescovo Giovanni Colombo, il quale lo incoraggiò e sostenne nell’impresa. L’idea era quella di avviare un gruppo non legato allo scoutismo ufficiale (Agi e Asci, poi divenuti Agesci), ma alla parrocchia, e questo fu il motivo per cui anche la nomenclatura – per evitare il plagio – era diversa. Nacque così il gruppo femminile, “La Quercia” in cui le coccinelle si chiamarono “lucciole”, le guide “edelweiss”, le scolte “viandanti”. Anche le unità avevano nomi differenti, rispettivamente Ramo Verde, Roccia e Sentiero.

Due anni più tardi nasceva il gruppo scout maschile “Zodiaco” (erano ancora i tempi in cui la Chiesa invitava gli oratori ad essere “distinti e collaboranti”) con il Piccolo e Grande Carro. I ragazzi, seguiti inizialmente da don Bruno Malusardi, passano alle cure spirituali di un nuovo assistente ecclesiastico, don Giovanni Gola, oggi parroco a Rho, che pur non conoscendo nulla di scoutismo, si appassionò al progetto. Con riunioni il sabato pomeriggio, uscite la domenica e incontri di comunità capi (rispettivamente il Consiglio di Quercia e il Consiglio di Zodiaco) l’esperienza dei due gruppi cresce.

Negli anni d’oro, si arriva addirittura ad avere tre unità di piccoli e tre di bambine e altrettanti di ragazzi e ragazze. Intanto nascono anche i Noviziati (due femminili e uno maschile) e tre Clan. La Quercia e lo Zodiaco sono conosciuti anche come “scout dell’Arcivescovo” perché, oltre ad essere strettamente legati alla parrocchia, partecipano alla vita della diocesi, dalla Scuola della Parola del cardinal Martini in Duomo, alle Veglie missionarie a San Siro.

I due gruppi contano insieme circa 250 giovani, certo non tutti i ragazzi appartengono territorialmente alla parrocchia di San Vittore, ma arrivano anche da altre zone di Milano, addirittura un pulmino giunge direttamente da Settimo Milanese e scarica gli scout ogni sabato pomeriggio per la riunione di branca. L’Agesci da tempo punta gli occhi sui due gruppi, che contano moltissimi ragazzi e capi, invitandoli ad aderire allo scoutismo ufficiale. Tutti avrebbero da guadagnarci, ma i tempi non sono ancora maturi.

Solo nel 1986 il grande salto: i due gruppi si fondono ed entrano in Agesci con il nome di Milano 34, indossano un nuovo foulard, blu con profili gialli, verdi e rossi per richiamare i colori di Quercia e Zodiaco. Sulle camicie azzurre di divisa compaiono i nuovi distintivi e quello della regione Lombardia. La nomenclatura cambia e altre canzoni entrano a far parte del reportorio tradizionale.

I capi frequentano i campi scuola di primo e secondo tempo, partecipano alle riunioni di Zona e si aprono a nuove esperienze: Jamboree, “Tre foglie”, gemellaggi, campo nautico… Insomma, nulla da invidiare ad ogni altro gruppo scout italiano. Ora il Milano 34 si prepara a festeggiare nel 2007 il centenario del movimento scout monndiale fondato da Baden Powell.

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