Il Vangelo domanda anche di creare occupazione e garantire le condizioni per lavorare con passione e serenità

di monsignor Pierantonio TREMOLADA
Vicario episcopale

copertina 'Il campo è il mondo'

Una seconda dimensione essenziale dell’esperienza umana di ogni tempo e di ogni luogo è quella del lavoro. Quanto essa sia rilevante risulta oggi ancora più evidente a causa della grave crisi che stiamo attraversando. Il cardinale Scola giustamente si sofferma su questo punto, accennando in modo sintetico ad alcuni aspetti che meriterebbero di essere più ampiamente approfonditi. È bene, al riguardo, lasciare il più possibile a lui la parola.

«Oggi – egli scrive – la situazione del lavoro è talmente drammatica da scoraggiare ogni discorso che non parta dalla denuncia e dalla protesta». In effetti, l’attuale mancanza di lavoro, particolarmente nella fascia giovanile, non può essere accettata con rassegnazione. Si tratta infatti di una questione di giustizia: il lavoro è indispensabile non solo per garantirsi un sostentamento, ma anche e prima di tutto per avere dignità e per dare autentica espressione alla propria personalità. «Il lavoro – sottolinea l’Arcivescovo – è fattore essenziale, non accessorio, per la dignità dell’uomo e la piena realizzazione della sua personalità; è un bene comune, fattore decisivo per il benessere non solo economico della nostra società ».

Oltre a questo, se pensiamo in particolare al suo esercizio e quindi al suo ambiente, «il lavoro è contesto nel quale le persone si incontrano, talora si scontrano, collaborano, talora si ostacolano, producono beni, talora anche danni e problemi». Davvero il lavoro è vita, nel senso più forte della parola: non soltanto perché prende buona parte del tempo, ma soprattutto perché prende gran parte dei pensieri, dei sentimenti, delle energie, in un rapporto stringente con persone che, nel bene e nel male, acquistano grande rilevanza.

Tutte le persone che hanno ormai concluso la loro attività lavorativa avrebbero molto da raccontare al riguardo: quanti ricordi divenuti cari, non senza qualche sofferenza. Sappiamo bene quanto sia importante il lavoro, per esempio, in ordine alla conoscenza e alla stima di sé, ma anche in rapporto alla capacità di riconoscere e apprezzare le capacità degli altri, senza cedere alla tentazione di fare confronti, stilando classifiche e così attizzando gelosie. Il lavoro è in questo senso vera occasione per crescere in umanità.

Non possiamo dimenticare, infine, la questione seria delle condizioni di lavoro. Anche su questo punto la parola dell’Arcivescovo è puntuale: «Il primato dell’uomo, soggetto del lavoro, va continuamente affermato e difeso, soprattutto nel contesto di globalizzazione in cui siamo inseriti». L’insegnamento è dunque chiaro: creare lavoro e garantire le condizioni per svolgerlo con passione e serenità; il Vangelo domanda anche questo. 

Da Avvenire, 15/03/14

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