Nella chiesa di San Massimiliano Kolbe a Varese la terza e ultima catechesi: suor Maria Gloria Riva, Monaca dell’Adorazione Eucaristica e studiosa di Sacra Scrittura, rifletterà su «Da dove viene la zizzania? Il mistero del male: dove vado?»

di Maurizio TREMOLADA
Responsabile Servizio Giovani

catechesi giovani

«Entriamo in rapporto con “altro” prima ancora che con gli “altri”. Infatti, la prima relazione che abbiamo è con le cose che ci incoraggiano a vivere e a operare. Questo accostarsi a esse può avere il senso di un rapporto semplice, oppure di una certa durezza, se non di una indisponibilità che esse ci oppongono, dimostrandoci comunque che siamo immersi in un mondo di legami e che “non possiamo fare tutto da soli”. Questo dinamismo è lo stesso che si realizza tra le persone». Questo passaggio iniziale della seconda serata delle catechesi per giovani, tenuta da don Cesare Pagazzi nella Basilica di Sant’Ambrogio la sera del 6 febbraio, ha fatto da ponte tra il tema dell’identità, sviluppato nella prima serata, e quello delle relazioni. L’identità della persona non può prescindere dalle relazioni che si vivono, nessuno «si fa da solo». Le cose, prima ancora degli altri, ci rimandano ogni giorno la possibilità di comunione, ma contemporaneamente ci fanno sperimentare l’essere altro da noi. Custodire questa «alterità», cioè non pretendere che le cose, ma soprattutto le persone, siano solo a nostra disposizione, costituisce «l’abc» delle relazioni, il dinamismo della vita.

Questo dinamismo è bene espresso dalla parabola del buon seme e della zizzania, icona biblica dell’anno pastorale: ciascun giovane è come «il buon seme chiamato a diventare grano», attraverso un saggio discernimento guidato dall’intelligenza della fede e illuminato dalla Parola del Signore. A ciascuno è chiesto lo stesso sguardo che Dio ha per quel campo che è il mondo.

Diceva don Cesare in un altro passaggio della sua catechesi: «Agli occhi di Dio ciascuno di noi è la perla più preziosa, quella che vale tutti i prezzi, compreso il sacrificio del suo unico Figlio. Come il Signore intuisce il diamante nascosto anche nel miscuglio argilloso che sporca soltanto le mani, così dovremmo fare noi». Riconoscere dunque la «preziosità» di ogni persona con cui entriamo in relazione come il tesoro nascosto nel campo, come il buon seme già seminato dal Signore.

Ma se il padrone del campo, il Signore, ha seminato del buon seme nel suo campo, da dove viene la zizzania? Giovedì 27 febbraio, dalle 20.45, nella terza e ultima catechesi nella chiesa di San Massimiliano Kolbe a Varese (viale padre Gianbattista Aguggiari 140), vogliamo raccogliere questa domanda dei discepoli e rivolgerla a suor Maria Gloria Riva, Monaca dell’Adorazione Eucaristica e studiosa di Sacra Scrittura. Con lei avvieremo la terza serata («Da dove viene la zizzania? Il mistero del male: dove vado?») raccogliendo le molte esperienze negative che interpellano la vita dei giovani: da quelle più dirompenti del dolore e della sofferenza, a quelle più quotidiane come la mancanza di speranza, la fatica di trovare lavoro…

Anche per i giovani, spesso, il futuro è una linea d’ombra, come dice la nota canzone di Jovanotti: una nebbia davanti agli occhi, qualcosa di poco chiaro e definito, che affascina, ma preoccupa. Anche i giovani, come l’autore nella canzone, sanno di essere chiamati a un futuro che comporta responsabilità, decisioni da prendere, energie da mettere in campo. Ma verso quale direzione?

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