All’Auditorium San Paolo l’Arcivescovo interviene alla serata che ricorda i 10 anni di attività de iSemprevivi, associazione di educazione e solidarietà psicologica

di Luisa BOVE

i Semprevivi

«Dolore, isolamento e comunità» è il tema della Lectio magistralis che il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, terrà mercoledì 2 dicembre, alle 21, presso l’Auditorium San Paolo (via Giotto 36, Milano), in occasione dei 10 anni di attività de iSemprevivi + onlus, associazione di educazione e solidarietà psicologica. La serata sarà introdotta dal saluto di don Sante Torretta, parroco di San Pietro in Sala. Aprirà lavori don Domenico Storri, presidente de iSemprevivi + onlus, che poi lascerà la parola al cardinale Scola: l’Arcivescovo affronterà il tema del dolore della malattia psichiatrica dal punto di vista umano e spirituale, con uno sguardo rivolto alla comunità cristiana come luogo di accoglienza, al quale l’individuo può aprirsi per superare l’isolamento del disagio mentale. Seguiranno testimonianze di familiari e utenti. Il dibattito sarà moderato dalla giornalista di Mediaset Benedetta Corbi.

Ne parliamo con don Storri, laureato in psicologia e psicoterapeuta: «Nel corso dell’anno ci sono già state diverse iniziative, come un convegno organizzato dai nostri utenti e un viaggio a Barcellona, ma l’epilogo è con l’Arcivescovo perché la nostra struttura presta un servizio ai malati mentali all’interno della parrocchia, che è il cuore di tutta la nostra iniziativa (l’associazione è nata infatti a San Pietro in Sala a Milano, ndr). Chi soffre dal punto di vista psichico ha la tendenza all’isolamento: per questo noi contrapponiamo la vita relazionale e soprattutto la comunità parrocchiale come agente terapeutico».

Come è nata l’idea di una realtà così particolare?
È nata, come tutte le cose, quasi per gioco. Abbiamo iniziato con pochi ragazzi che bazzicavano in parrocchia e che avevano problemi mentali proponendo la montagna-terapia, su cui ho fatto la tesi. Ogni tanto andavamo in montagna, poi l’iniziativa è continuata e da 2 siamo diventati 5, 10, 20… Alla fine abbiamo dovuto strutturarci e siamo diventati un’associazione onlus con i volontari della parrocchia. In seguito i vari Cps (Centri psico-sociale, ndr) e le Aziende ospedaliere hanno iniziato a conoscerci e a fidarsi di noi e ancora oggi continuano a mandarci utenti.

Ora che cosa offrite come associazione?
Attualmente abbiamo tre realtà e una quarta la lanceremo ufficialmente mercoledì con il Cardinale. Intanto abbiamo “iSemprevivilab” che funge da centro diurno, aperto tutti i giorni, compreso il sabato (dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17), con i volontari della parrocchia, professionisti che propongono ciò che sono capaci di fare: informatica, creta, giornalino, poesia… Il centro è frequentato da persone inviate dai vari Cps e che oggi sono circa un centinaio. Poi il giovedì sera c’è l’incontro plenario con tutti: terapia di gruppo e cena conviviale organizzata dai volontari.

E le altre attività?
“iSempreviviequipe” coinvolge appunto un’équipe di psicologi che gestisce uno sportello in aiuto alla famiglia e alla persona, inoltre ci sono 18 psicoterapeuti, 3 psichiatri, 2 consulenti familiari che fanno terapie individuali rivolte a tutti. Lo sportello esiste da tre anni e fino a oggi abbiamo avuto in carico oltre 500 persone. Infine abbiamo “iSemprevivicasa”: tre appartamenti di residenzialità leggera dove sono ospitate 12 persone con disagio mentale e in accordo con il Cps proponiamo loro un piano terapeutico, poi ci sono i nostri psicologi e i volontari che gestiscono la casa.

Qual è la nuova proposta che lancerete?
Apriremo “iSempreviviadolescenti”, un centro di accompagnamento all’adolescenza che si chiama “Il sorriso di Lollo”, cioè Lorenzo, un bambino di 6 anni che è mancato e frequentava il nostro oratorio: per questo abbiamo voluto intitolarlo a lui. Già tanti adolescenti vengono da noi a chiedere supporto psicologico, ma adesso abbiamo strutturato il nostro intervento coinvolgendo anche l’ospedale San Paolo che ha aderito volentieri. Il centro è pronto e lavoreremo in collaborazione con la Neuropsichiatria infantile. I ragazzi chiedono un supporto psicologico, farmacologico o sociale e l’oratorio è assolutamente il luogo più naturale per inserire chi ha difficoltà.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi