Alle 10.30 l’Arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, incontrando i sacerdoti del Decanato. Poi si recherà ai due monasteri

di Cristina CONTI

Santi Pietro e Paolo_Luino

Domenica 12 maggio il cardinale Angelo Scola si recherà in visita pastorale a Luino. Alle 10.30 ci sarà la celebrazione della messa, poi l’incontro con i preti del decanato. La funzione sarà animata dalle corali parrocchiali e, se c’è bel tempo, si svolgerà al Parco Ferrini, una zona attrezzata per ospitare tutti i fedeli del territorio, dove già in passato era stato accolto per la sua visita pastorale il cardinale Tettamanzi. Altrimenti, in caso di pioggia, si terrà nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, in piazza Giovanni XXIII 13. Durante la celebrazione verranno consegnate all’Arcivescovo due antifonali antichi, entrambi del XII secolo, che hanno permesso ai monaci benedettini dell’Abbazia di Solesmes in Francia di ricostruire una parte del rito Ambrosiano.

Ma quali sono i problemi e le iniziative del territorio? L’abbiamo chiesto al decano Piergiorgio Solbiati, parroco della chiesa di Luino.

Quali sono le caratteristiche del vostro Decanato?
È un’area molto vasta, al confine con la Svizzera, con una popolazione di 35-40mila abitanti. La maggior parte del territorio è montuosa e andare da una località all’altra richiede molto tempo. La popolazione si riunisce in particolar modo a Luino e Gemignaga, altrove invece è un po’ dispersa.

Come fate fronte a questa situazione?
Poiché si tratta di un’area molto ampia, è difficile per le parrocchie organizzare iniziative in proprio. Cerchiamo perciò di creare momenti di incontro e di approfondimento comuni, che possano riunire tutte le persone del Decanato e a cui tutti fedeli possano partecipare. In Quaresima, per esempio, oltre ai normali momenti di vita decanale, abbiamo organizzato tre incontri dedicati alla crisi, in cui abbiamo cercato di affrontare, insieme ad alcuni docenti dell’Università Cattolica, il problema della sfiducia, tanto diffuso nella società di oggi. Ad aprile, invece, abbiamo organizzato un cineforum dedicato all’anno della fede. Per l’occasione è stata inaugurata anche la mostra “Videro e credettero”. Sempre nel mese di aprile il vicario episcopale ha predicato la Lectio Divina per gli adulti di Azione Cattolica. Abbiamo anche una scuola parrocchiale, la “Maria Ausiliatrice”, che accoglie bambini e ragazzi, dall’asilo nido alla terza media: qui quest’anno si è tenuto un corso sulle nuove tecnologie dedicato ai genitori e ai loro figli. Cerchiamo, insomma, di fare attività che siano attente al mondo laicale, di essere vicini alle famiglie, ai loro figli e alla realtà concreta in cui si trovano a vivere ogni giorno.

Ci sono molti immigrati?
Fino a sei o sette anni fa l’immigrazione in questo territorio era soprattutto di svizzeri e tedeschi. Qui molti di loro hanno bellissime seconde case e così spesso e volentieri vengono a trasferirsi da noi. Da qualche anno, però, sono arrivati anche marocchini, tunisini e donne provenienti dai Paesi dell’est, che lavorano come badanti.

La crisi economica, invece, si sente molto?
Data la vicinanza con il territorio elvetico, ci sono circa 3 mila persone che fanno frontalierato. Diverse imprese, poi, fanno attività anche in Svizzera e questo le ha avvantaggiate molto in una crisi lunga e difficile come quella che stiamo affrontando ora. La Caritas oggi segue 120 famiglie, che hanno problemi economici particolari, mentre a maggio inizia un’attività di mensa a favore delle persone disagiate. C’è, inoltre, un ottimo rapporto tra le realtà parrocchiali, le amministrazioni comunali e i servizi sociali del territorio: un elemento molto importante, che aiuta a rispondere nel modo migliore alle difficoltà delle persone che abitano qui. Durante la messa di questa domenica, invece, verranno raccolti i soldi per il Fondo Famiglia Lavoro della diocesi e il ricavato sarà donato direttamente al Cardinale.

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