Le emozioni suscitate dalla visita di Benedetto XVI: «Si capisce di non essere più soli, si comprende che tutte le fatiche possono essere affrontate e vinte sapendo che abbiamo la Chiesa che ci sostiene»

Seminaristi in Duomo

Anche la comunità dei seminaristi ha vissuto intensamente l’Incontro mondiale delle Famiglie. Alcuni hanno potuto stare davvero vicini al Papa nelle varie celebrazioni liturgiche, altri lo hanno seguito tra la folla nei tanti incontri. Ognuno però ha un’immagine, una parola, un’emozione forte che ha raccolto al termine di queste giornate e che conserverà per sempre nel cuore.

«L’Incontro mondiale con la gioiosa presenza di Papa Benedetto XVI è stato per me un’occasione di grandi emozioni – scrive sulle pagine de La Fiaccola Carlo Oggioni, I teologia -. Dopo la Gmg, che aveva segnato in maniera fondamentale la mia vita, in vista di un progetto che sentivo valido per me, l’incontro con il Santo Padre, per parlare dell’importante tema della famiglia, ha marcato un’altra grande tappa del mio percorso, che ha chiuso un’esperienza e ha aperto le porte per tutto ciò che avverrà nel mio futuro. Il vedere così tante persone, tante famiglie, anche con bambini molto piccoli, che hanno deciso di mettersi in gioco per partecipare a questo incontro, non senza fatiche e preoccupazioni, per manifestare la loro convinzione per quanto riguarda il sacro valore della famiglia, ha eliminato ogni timore residuo presente in me. Ogni paura vola via, perché si capisce di non essere più soli, si comprende che tutte le fatiche, dovute ai tanti impegni, ai momenti che stiamo attraversando, alle problematiche portate dalla crisi, possono essere affrontate e vinte sapendo che abbiamo una grande comunità alle spalle che ci sostiene, la Chiesa, che ricolma dell’Amore di Dio per l’uomo e ci accompagna nel nostro percorso».

«Il Papa, durante la sua omelia – continua il seminarista -, ha pronunciato una frase che rimarrà sempre impressa nella mia mente: “Cari sposi, nel vivere il matrimonio voi non donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera”. Quando un uomo e una donna comprendono che, unendosi nel matrimonio, rispondono realmente a una vocazione, che consiste nel donarsi completamente e reciprocamente per il bene della famiglia e dei figli, mossi dallo stesso Amore di Gesù, che si dona interamente per noi, ogni timore per il futuro è vinto».

«L’amore per Gesù – aveva detto il Papa ai sacerdoti, le consacrate e i consacrati riuniti in Duomo – vale per tutti i cristiani, ma acquista un significato singolare per il sacerdote celibe e per chi ha risposto alla vocazione alla vita consacrata: solo e sempre in Cristo si trova la sorgente e il modello per ripetere quotidianamente il sì alla volontà di Dio».

Questo passaggio del discorso di Benedetto XVI è stato ricordato su La Fiaccola da Valentino Venezia, II teologia, nella sua testimonianza: «La visita del Papa a Milano – scrive – ha risvegliato la convinzione che la Chiesa è viva nonostante le difficoltà, perché Gesù è il Signore della storia. Ora che questi giorni tanto attesi sono trascorsi e che siamo stati confermati nella fede dal Successore di Pietro, non ci resta che assaporare ciò che abbiamo gustato, valorizzare ciò che abbiamo vissuto, continuare a nutrire la nostra vita con il sacro Magistero che ci ha colpiti fin nella profondità del nostro cuore».

Giornate indimenticabili anche per Gabriele Gerosa, II teologia: «Quando infatti si attende con impazienza qualcosa d’importante, tutto il resto deve essere messo da parte, e non importa quanto si dovrà aspettare e in quali condizioni, tutto diventa più bello. Così è stato per noi durante la festa delle testimonianze a Bresso e nella notte trascorsa nell’oratorio della parrocchia di Sesto a cui va il nostro grazie. Da qui è scaturita quella sana gioia e quell’innato entusiasmo che fanno dei giovani dei veri testimoni della fede cristiana».

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