Conclusa l’iniziativa lanciata prima di Natale dal Rotary International Gruppo Brianza Nord. Il ricavato andrà a sostenere la Fase 2 del Fondo Famiglia Lavoro

di Cristina CONTI

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È di circa 42 mila euro il ricavato dell’asta degli oggetti preziosi del cardinale Scola, l’iniziativa che ha preso avvio prima di Natale per contribuire alla Fase 2 del Fondo Famiglia Lavoro, promossa dal Rotary International Gruppo Brianza Nord. I soldi verranno versati la prossima settimana con un bonifico sul conto del Fondo Famiglia Lavoro, mentre al cardinale Scola verrà consegnato un assegno simbolico con la cifra ottenuta.

«L’asta è andata bene – spiega Angelo Novara, coordinatore dell’iniziativa -. Abbiamo avuto un fortissimo riscontro: il progetto era quello di chiudere per il 25 dicembre, ma le telefonate sono arrivate fin dopo Natale…». A chiamare non sono state solo persone di Milano e provincia: «C’è stata una risposta trasversale da parte dei cittadini. Ci sono arrivate sette o otto richieste anche da altre Regioni, come Emilia, Toscana e Veneto, due anche dal Lazio. Segno che la campagna di comunicazione è stata efficace». E tranne in due casi, tutti coloro che hanno prenotato gli oggetti li hanno poi anche acquistati.

Tra i doni ricevuti negli anni trascorsi dal cardinale Scola a Venezia, calici e anfore di vetro soffiato dei maestri di Murano, stampe antiche e presepi di ogni foggia, provenienti da Africa e Sudamerica, in materiali locali (soprattutto legno, gres, vetro e pietre preziose). Non mancavano oggetti curiosi come un casco da pompiere, donato dal Corpo dei Vigili del Fuoco di Venezia durante una sua visita alla caserma, un aeroplano in vetro offerto in occasione del 50° anniversario dell’aeroporto “Marco Polo” e un foulard in seta con le immagini di tutti i Papi. Artigianato di pregio, difficile da trovare e spesso anche firmato da personaggi famosi, messo all’incanto a prezzi diversi, da un minimo di 50 fino a qualche migliaio di euro, alla portata di tutte le tasche, anche in periodo di crisi.

Le opere e gli oggetti preziosi venduti costituiscono il 60% del totale. «Gli oggetti andati a ruba nei primissimi giorni sono stati quelli in vetro, i manufatti più preziosi e ovviamente, dato il periodo della vendita, i presepi – aggiunge Novara -. Sono rimasti, invece, qualche icona e due pezzi particolarmente costosi: un piviale dell’800 e un’icona in argento, del valore rispettivamente di 4.000 e 3.000 euro».

Un grandissimo successo che si spera di poter ripetere. Magari con un’iniziativa più dettagliata e prolungata nel tempo. «Come gruppi rotariani della Brianza abbiamo già dato la disponibilità per riproporre l’evento negli anni a venire. Certo, bisognerà partire con più anticipo e fornire orari precisi per chiamare, per evitare che qualcuno trovi il telefono spento…», precisa Novara. Piccoli accorgimenti di cui tenere conto per il futuro.

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