Una presenza storica, quella delle Benedettine, che alla preghiera, alla vita di clausura e all’ospitalità per momenti di ritiro, affiancano una significativa attività nel campo della stampa, dell’editoria e dell’iconografia

di Annamaria Braccini

Le Benedettine di Viboldone
Le Benedettine di Viboldone

Un anniversario importante – 80 anni – , festeggiato l’1 maggio scorso, giorno in cui il Monastero delle Benedettine di Viboldone fu canonicamente eretto per volontà dell’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster. A sottolinearlo è l’abbadessa, madre Anna Maria Pettoni.

Come si presenta oggi la vostra Comunità claustrale? 
Attualmente siamo 20 monache e 2 sorelle in formazione. L’età media è alta, tra i 75 e gli 80 anni, molte superano gli 80. Anche le sorelle in formazione non sono giovanissime perché, come succede ormai spesso, nelle nostre comunità arrivano persone già adulte.

Oltre, naturalmente, la preghiera e la vita che caratterizza la giornata in clausura, svolgete qualche attività?
Sì. Il lavoro principale è un laboratorio di restauro del libro antico, nel quale sono impegnate le sorelle ancora in grado di portare avanti un’attività di questo genere. Abbiamo anche altri piccoli settori come una legatoria, un laboratorio di fotocomposizione e di correzione di bozze. Negli anni ’96-’97 avevamo modificato il lavoro tradizionale della Comunità, legato alle macchine tipografiche, impiantando un archivio iconografico, per digitalizzare archivi cartacei e di diapositive forniti dalla Diocesi. Anche adesso cerchiamo di essere aggiornate, altrimenti si rimane un poco tagliate fuori. Fondamentale è poi l’ospitalità, che per la Regola benedettina è molto importante. In questo tempo, ovviamente, abbiamo chiuso per la pandemia, ma, in tempi normali ospitiamo persone o gruppi che desiderano vivere momenti di ritiro e preghiera.

Appunto, la pandemia. Anche voi, come altre realtà di vita religiosa – anche di clausura -, avete tenuto contatti a distanza con persone che cercavano un appoggio spirituale? 
L’anno scorso non abbiamo preso parte all’iniziativa «Pronto, c’è un angelo?», anche se adesso, essendo stata rilanciata da monsignor Martinelli, abbiamo aderito a un incontro che avverrà la prossima settimana, appunto, per l’accompagnamento di persone che hanno bisogno di sostegno. Tuttavia, anche nel primo lockdown, ovviamente, molti telefonavano oppure scrivevano e noi abbiamo sempre risposto.

Avete una storia di 80 anni di presenza, ma la vicenda dell’abbazia di Viboldone è antichissima: basti pensare che la fondazione risale al 1176 e fu completata nel 1348 dagli Umiliati…
Infatti, per l’80esimo abbiamo invitato dei docenti dell’Università cattolica che hanno rivisitato la presenza monastica a Viboldone, dagli Umiliati ai Benedettini Olivetani, per arrivare fino a noi.

 

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