Il pellegrinaggio in Bosnia dei sacerdoti dell’Ismi e del secondo quinquennio di Messa, guidati dal Vicario generale, sarà accompagnato da una frase del futuro Beato sulla fraternità tra gli uomini

di Ylenia SPINELLI

Sarajevo

Inizierà lunedì 13 e si concluderà venerdì 17 ottobre il pellegrinaggio in Bosnia-Erzegovina per i preti dell’Ismi (Istituto Sacerdotale Maria Immacolata) e del secondo quinquennio di Messa. Ad accompagnare e guidare un’ottantina di ordinati tra il 2005 e il 2014 quest’anno non sarà il cardinale Angelo Scola, impegnato a Roma nei lavori del Sinodo sulla famiglia, ma il Vicario generale, monsignor Mario Delpini, insieme ai vicari episcopali di zona.

Il programma ricalca sostanzialmente quello del viaggio organizzato nel febbraio scorso, che fu poi annullato a causa delle rivolte di carattere sociale ed economico scoppiate in quel periodo proprio nel centro di Sarajevo.«Ci confronteremo con il cammino compiuto dalle diverse comunità etniche e religiose, dopo la terribile esperienza della guerra balcanica agli inizi degli anni Novanta», spiega don Ivano Tagliabue, collaboratore dell’équipe per la Formazione permanente del clero.

Invariato il titolo del pellegrinaggio “Chi è il mio prossimo”, tratto da Luca 10,29, che pone l’accento sul tema della prossimità. «Dalla prova dolorosa dell’intolleranza e del sospetto reciproco, fonte di tanta violenza – continua don Tagliabue – stanno affiorando in queste terre segni di speranza e coraggiosi sforzi per tracciare sentieri di riconciliazione, proprio attraverso gesti di prossimità che si prendono cura delle ferite del passato in vista di un futuro di giustizia e pace».

Nuovo è invece il sottotitolo, con cui si è voluto richiamare papa Paolo VI, prossimo beato. È infatti del Pontefice che andò all’Onu a implorare «Mai più la guerra», la frase «Tu ci sei necessario per ritrovare le ragioni vere della fraternità fra gli uomini». Calza a pennello per questa importante esperienza di ministero, che porterà a incontrare una Chiesa ricca di fede, coraggio e vivacità, pur essendo una minoranza in mezzo a un popolo che ha attraversato vicende dolorose complesse.

Il pellegrinaggio prenderà avvio nel Seminario di Sarajevo, dove gli ambrosiani, dopo la Messa Infra Vesperas, avranno la possibilità di dialogare con il cardinale Vinko Puljic. Il giorno seguente, invece, avrà tra le esperienze più significative l’incontro con monsignor Mato Zovkic che parlerà del dialogo interreligioso, e la visita alle comunità islamica, ebraica e cristiano ortodossa presenti a Sarajevo.

Mercoledì 15 ottobre, poi, sarà un’occasione per visitare la città, in particolare i musei sulla strage di Srebrenica e sulla guerra a Sarajevo. Sarà poi il vescovo ausiliare monsignor Pero Sudar ad accompagnare nel pomeriggio i giovani preti ambrosiani nella visita alle scuole multietniche da lui fondate. Chiuderà l’intensa giornata l’incontro-testimonianza con Daniele Bombardi, responsabile locale della Caritas Italiana, e con alcuni reduci dei campi di concentramento.

Giovedì 16 è invece in programma il trasferimento a Mostar, per l’incontro con il Vescovo della città, monsignor Ratko Peric, che a mezzogiorno presiederà la Messa nella Cattedrale.

Il viaggio si concluderà venerdì 17 con la Messa Infra Laudes presieduta da monsignor Delpini, che rappresenta, come del resto tutto il pellegrinaggio, una bella esperienza ecclesiale per i giovani preti, forse la più importante, insieme agli esercizi spirituali in programma nei prossimi mesi.

«Sappiamo di essere molto attesi – conclude don Ivano -, perché le nostre Chiese sono legate da decenni. Il cardinale Martini, infatti, durante la guerra, aveva promosso molte iniziative di sostegno. Lo stesso arcivescovo Scola, più di un anno fa, ha fortemente voluto questo pellegrinaggio, anche per l’amicizia personale con il cardinale Puljic».

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