Si rinnova l’esperienza di fraternità e condivisione nell’appartamento di via Bergamini, proposta dall’Azione Cattolica a persone dai 20 ai 30 anni. Questa volta tocca a Giacomo, Dario, Francesco e Davide: le loro aspettative

di Marta VALAGUSSA

La Casa di Zaccheo è un appartamento in via Bergamini 10 a Milano, di fronte alla sede centrale dell’Università degli Studi. In questa casa alcuni giovani dai 20 ai 30 anni vivono un mese o due settimane di vita comune, secondo uno stile di fraternità e condivisione, mantenendo i propri impegni nella vita quotidiana. La proposta è nata quindici anni fa dall’Azione Cattolica ambrosiana, ma è aperta a tutti i giovani della diocesi.

Il prossimo turno inizia domenica 2 aprile e si concluderà la domenica di Pasqua. Giacomo Pigni, Dario D’Aries, Francesco Corti e Davide Manzo sono pronti a cominciare la loro esperienza.

«Casa di Zaccheo porta con sé il desiderio di educare i giovani a vivere la regola di vita dentro la ferialità – spiega don Luca Ciotti, assistente diocesano giovani di Ac -. Sappiamo bene che da soli facciamo fatica a trovare tempi per pregare, ma anche per avere luoghi in cui condividere la vita e la fede. E così l’Ac offre l’opportunità ai giovani di vivere un tempo di vita comune con un respiro diocesano. Normalmente non si conoscono le persone con cui si condividerà il cammino e questo aiuta ad allargare gli orizzonti. La lettura del Vangelo, commentata a turno dai partecipanti, lo spazio quotidiano di silenzio e la revisione della giornata permettono di andare in profondità, a partire dalla Parola. Un’esperienza da non perdere nel proprio cammino per diventare grandi… O per diventare “dei grandi”», conclude don Luca.

«Penso che la vita comune possa aiutarmi molto a capire a che punto sono del mio cammino spirituale – dice Giacomo Pigni -. Penso che solo insieme si possa avere un ritmo costante di preghiera, che è uno dei più importanti luogo di incontro con il Signore». La Casa di Zaccheo infatti propone ai suoi abitanti tre momenti di preghiera durante il giorno: lodi, vespri e compieta. E a fine giornata si riporta nella preghiera tutto quello che si è vissuto, all’università o al lavoro, con gli amici o con i colleghi.

Dario Luigi D’Aries ha 24 anni, studia Economia all’Università Cattolica: «Ho scelto di partecipare a Casa di Zaccheo perché sono alla ricerca della mia strada. Dopo anni in cui ho dato per scontato il mio percorso, ho avuto la fortuna di vedere tutto sgretolarsi, in favore di un’autenticità che prima non consideravo neppure».

Francesco Corti, ventiduenne di Venegono Inferiore, vive l’Azione Cattolica fin da quando era piccolo: «Partecipo a Casa di Zaccheo, perché mi piace l’idea di vivere la città intensamente, di esserne al centro e di avere la possibilità di conoscerla meglio. Ho voluto cogliere al volo l’occasione di vivere due settimane intense (ma meno frenetiche della vita da pendolare) insieme ad altri amici, condividendo nella quotidianità discussioni, progetti, sogni e idee».

Davide Manzo, invece, ha 25 anni ed è un educatore professionale in servizi per minori nella periferia nord di Milano. Ha un sogno nel cassetto: diventare formatore e consulente pedagogico: “Ho scelto di passare due settimane in Casa di Zaccheo, perché ritengo che sia tempo per me di rimettere mano alla mia vita, un tempo di scelte importanti in cui fermarsi a riflettere per ripartire con la giusta carica».

La Casa di Zaccheo riaprirà le sue porte dopo l’estate. Per restare aggiornati, consultare il sito www.azionecattolicamilano.it.

 

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