Sono i tratti distintivi dei progetti selezionati per la terza edizione del Premio Combi, la cui cerimonia di consegna si è svolta in Arcivescovado alla presenza del Vicario generale monsignor Delpini

di Filippo MAGNI

Premio Combi 2012

Metti 12 ragazzi in una sala, lasciali liberi di spiegare le loro idee e si vedranno fiorire una serie di progetti sorprendenti. É successo questa mattina, in Arcivescovado a Milano, durante la presentazione dei progetti selezionati per il “Premio Combi – Per una buona idea evangelica”. Il riconoscimento, riservato ai nati tra il 1984 e il 1994, è intitolato all’economo della Diocesi di Milano scomparso nel 2009 all’età di 59 anni e ha visto, alla terza edizione, la partecipazione di 53 giovani.

Molto diversificati i progetti, premiati dal Vicario generale monsignor Mario Delpini in rappresentanza del cardinale Scola. «È molto apprezzabile – ha detto – la varietà delle proposte, la creatività che si sviluppa dal piccolo frammento del quartiere, della città, dell’oratorio e fa emergere la possibilità di inventare una prassi nuova e promettente». È la dinamica della vocazione cristiana, ha proseguito, «che giunge a noi dall’ambiente in cui viviamo, dalle idee che nascono in noi, dai bisogni che vediamo, che ci interpellano e ci spingono a chiederci cosa possiamo fare per trovare una soluzione».

La premiazione è stata preceduta da un confronto tra i ragazzi con monsignor Claudio Stercal e l’ingegner Aldo Fumagalli, rispettivamente presidente della Fondazione Lambriana e vicepresidente del Credito Valtellinese, i due enti che, con l’Istituto superiore di Scienze religiose di Milano, promuovono il Premio. Nell’apprezzare la creatività e la capacità progettuale dei ragazzi, Stercal e Fumagalli hanno spesso sottolineato la necessità che le idee siano sviluppate in modo da poter trovare un’applicazione pratica e non restare “buone pratiche” sulla carta. «Fate in modo che le vostre buone idee raggiungano più persone possibile – ha raccomandato il banchiere -, perché questi progetti funzionano se sono conosciuti e condivisi». «La sostenibilità economica – ha ribadito monsignor Stercal – è caratteristica necessaria per i progetti selezionati dal Premio Combi, in quanto indice della qualità dell’idea e della sua possibilità di realizzazione nel concreto».

Sette i progetti premiati con riconoscimenti tra i 1.500 e i 2.500 euro. Visita teatralizzata tra le basiliche di Milano, di Niccolò Contrino, si è aggiudicato il primo premio grazie all’idea di unire la divulgazione artistica con la personificazione teatrale dei personaggi che hanno vissuto i luoghi visitati. Crisi come opportunità – proposte per ripartire di Filippo Torricelli ha ottenuto il secondo premio con un progetto di divulgazione degli stili di vita alternativi (commercio equo, gruppi di acquisto, ecc) tra i giovani come antidoto alla crisi e come spinta al cambiamento dei modelli di consumo che la crisi hanno causato. A pari merito A caccia di foto per riscoprire la fede, di Benedetta Crimella, che propone di inserire un corso di fotografia all’interno delle lezioni di religione per consentire ai ragazzi di concretizzare gli insegnamenti con uno strumento a loro familiare come l’immagine. Terza posizione per Santi si diventa – percorso educativo teatrale, di Elisa Zane, che suggerisce di riscoprire figure meno note di Santi attraverso musical biografici che ne facciano emergere il messaggio attuale. Terzo posto anche per Baskin surfs the net, di Simone Airaghi, Giulia Baroni e Andrea Maggi, mirato a diffondere uno sport simile al basket che, attraverso un particolare sistema di punteggio, permette di giocare insieme e a pari livello i normodotati e i portatori di handicap. Sempre terzi Ricominciamo dall’arte, di Shella Polizzi, progetto di raccolta fondi e sensibilizzazione per le aree colpite dal terremoto dello scorso giugno e Dentro la cultura: il come dei 5 sensi dell’altro, di Marika Medici.

Ora il “Premio Combi” guarda all’edizione 2013, per la quale – ha anticipato monsignor Stercal – il tema di fondo dovrebbe essere la libertà religiosa. 

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