Approfondire la conoscenza dell’Unione in una prospettiva diversa da quella delle regole è l’obiettivo del corso promosso da Caritas e Fom. In programma ancora tre incontri

di Francesca LOZITO

bandiere ue

Non solo l’Europa delle regole, quella che ci chiede di prendere i provvedimenti. Ma anche l’opportunità, la partecipazione. Il welfare. La solidarietà. Trenta ragazzi stanno partecipando in queste settimane al corso «Oltre i bastioni incontriamo l’Europa», organizzato per il quarto anno dalla Caritas Ambrosiana e dalla Fom. In prevalenza sono studenti universitari, alcuni sono lavoratori alla prima occupazione.

Chiara Lucchin di Caritas Ambrosiana, «anima» di questa iniziativa, ne spiega il senso: «Recentemente il sistema di istruzione ha iniziato a inserire l’Unione Europea tra le materie di studio. Un passo importante. Noi ne proponiamo uno in più: la conoscenza della ricchezza dell’Unione Europea senza la mediazione. A partire dall’approfondimento di alcune tematiche». Per esempio il welfare, che oggi pone alcuni seri problemi, soprattutto nell’ottica della mobilità: «Paesi molto virtuosi, come la Germania, cominciano a porre resistenze rispetto alle tutele per chi viene dall’Unione Europea, ma non è cittadino tedesco. Questo lo riferisce direttamente chi va a vivere in questi Paesi». La presentazione del sistema di welfare, dunque, diventa importante «per far conoscere il sistema dei valori, e non solo mere e fredde regole».

Dal confronto coi giovani emerge come spesso si dia per scontato quello che in realtà non lo è: «Danno per assodato il contesto di pace in cui è nata l’Europa, non si chiedono quale ne sia stata la genesi. E invece è importante farlo conoscere loro, proprio in questo momento di profonda crisi dei valori che sta passando l’Unione Europea». Conoscere i valori, «anche per accrescere la partecipazione. Rispetto all’imminente tornata elettorale, una delle preoccupazioni più forti è indubbiamente quella dell’astensione. O peggio, dell’avanzata di movimenti antieuropeisti, già ben strutturati in molti Paesi come la Germania». Ma la proposta di formazione di questi corsi può essere utile «anche per far capire quali sono le opportunità di partecipazione alla vita dell’Ue. Anche dall’Italia. Uno dei momenti specifici che abbiamo pensato è proprio quello della progettazione europea». E quali sono le reazioni dei partecipanti? «Sempre positive. Finiscono per guardare all’Unione Europea in un’altra prospettiva».

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