Con uno spettacolo giovedì 12 febbraio alle 20.45 a Carate Brianza (Cinema teatro L’Agorà, via Amedeo Colombo 2) andrà in scena – è il caso di dirlo – la terza e ultima catechesi promossa dal Servizio giovani della Diocesi per il ciclo «Le Beatitudini come via verso la felicità. La ricerca della gioia nei vari ambiti di vita», un percorso a tappe per riflettere su affetti, lavoro e studio, riposo e festa. «In questa terza serata vogliamo recuperare il riposo come tempo contemplativo e della festa – spiega il responsabile del Servizio Giovani don Maurizio Tremolata -. Nella Genesi si dice infatti che Dio, dopo aver creato il mondo, ha consacrato il settimo giorno al riposo». Per questo il titolo della serata è appunto «Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò». «Nella società odierna il rischio è che si perda il senso della festa – continua Tremolada -. Di qui la scelta del sottotitolo “C’era una volta la festa”. Non perché si fa meno festa, ma perché per i giovani è vista più come divertimento, luogo senza senso, distacco dalla realtà, fino all’evasione e allo sballo».
La festa sarà dunque presentata a partire dalla sua «attesa» e soprattutto nella sua «capacità di dare senso al vivere», considerando il riposo come «ricarica per poter fare di più e meglio», e non semplicemente come «tempo libero» e «week-end». «Per questo – dice Tremolada – abbiamo voluto proporre questa serata secondo una modalità diversa: non facciamo una catechesi frontale, ma costruiamo una sorta di spettacolo, così chi verrà in teatro potrà percepire e sperimentare la dimensione della festa».
Lo stesso Tremolada e il regista Andrea Carabelli hanno quindi costruito un percorso attraverso alcuni testi letterari e poetici e brani di Vangelo per aiutare a riflettere sul senso della festa. «Il modello cui ci siamo ispirati è la serata dell’8 maggio scorso in piazza Duomo». Lo spettacolo, rivolto ai giovani della Diocesi, è aperto anche agli adulti, perché il teatro di Carate conta 600 posti.