Nella Basilica di Sant’Ambrogio l’Incontro diocesano presieduto dal Vicario generale monsignor Delpini sul tema “Il nostro amore tra seme e frutto, tra campo e cielo”

di Francesca DOSSI e Alfonso COLZANI
Responsabili Servizio per la Famiglia Arcidiocesi di Milano

Festeggiamo le “famiglie nascenti”, quelle che decidono di mettere i loro inizi nelle mani e nel cuore del Signore perché da Lui, avvertono, può venire qualcosa di buono e di grande, di bello per il loro futuro.

Si sono da tempo rivolte alla comunità cristiana, hanno seguito i percorsi di preparazione al matrimonio, sperano in cuor loro di farcela a portare avanti per la vita la promessa di un amore eterno. Spesso queste coppie hanno alle spalle anni di convivenza, magari già un figlio, avrebbero potuto benissimo andare avanti così (al giorno d’oggi non è poi cosa così strana), eppure stavolta vogliono fare sul serio, sancire la loro unione davanti al mondo, alla comunità ecclesiale, al Signore: eccole pronte a scambiarsi la promessa di un amore “per sempre”, contro ogni logica, contro ciò che fan tutti, contro il sentire del tempo presente. Fanno tenerezza, questi promessi sposi, ispirano premura, non possiamo certo lasciarli a loro stessi, li vorremmo abbracciare tutti e rinfrancare, incoraggiare, istruire…

Confessiamolo, che vorremmo esserci noi al loro posto, con la “sapienza” di oggi, però, ricchi come siamo ora di esperienza matrimoniale. Perché l’inizio, pur se entusiasta e brioso, è denso di incertezza, di imprevisto, di inesperienza anche, che solo il passare degli anni tramuterà in avveduta “strategia” della vita fianco a fianco, a suon di botta e risposta, apri e chiudi, abbracci perduti e ritrovati, faccia a faccia, corpo a corpo, parole su parole, silenzi su silenzi. Perché la “carne sola” si costruisce a caro prezzo, e più è buona più ci devi mettere del tuo; e non sei più il “tu” di un tempo, ma sei migliore: questo sì, lo senti, lo sai, grazie a lui/lei sei più positivo, meno scontroso, più riflessiva e meno lamentosa, insieme più sposi e più cristiani.

Perché Gesù ha vigilato sul nostro amore, si è intrufolato nelle nostre famiglie, le ha sostenute, spronate, consolate e rassicurate, con bel modo, con discrezione, come se fosse altro, come se fosse noi, eppure, a ben guardare, è stato Lui. Grazie a Lui quel piccolo seme dell’inizio è cresciuto, è divenuto un grande albero, si è proteso dal campo verso il cielo, a lode di Dio, a beneficio dei fratelli. Si è fatto frutto quel seme: un po’ te ne sei accorto/a perché ci hai messo del tuo, per lo più lo hai trascurato, te ne dispiaci, eppure quel piccolo seme ha trovato ugualmente la sua strada. Grande mistero, quello dell’amore, grande miracolo l’amore degli sposi!

È il canto alla vita che celebreremo sabato 29 marzo nella basilica di Sant’Ambrogio, nell’Incontro diocesano presieduto dalle 14.45 dal Vicario generale monsignor Mario Delpini: il canto del piccolo seme che diventa grande albero, dell’amore di due giovani che si fa famiglia: la terra si avvicina al cielo, e da lì offre i suoi frutti di amore all’intero universo, perché è così che accade, ogni amore che dà frutti nutre la famiglia, la comunità, il pianeta, l’universo, senza dire una parola, senza proclami e senza polemiche, senza difese e senza attacchi. Non c’è modo migliore per difendere la famiglia, di questi tempi, che gioire della sua bellezza per come si dà: nell’incontro sorprendente tra un uomo e una donna, nell’impeto dell’amore che si fa promessa reciproca sfidando ogni cinismo, nella “lotta” corpo a corpo che smussa gli spigolosi incroci della diversità per farsi spazio accogliente l’uno per l’altra, nel piacere intenso dei corpi che dice l’intesa dell’anima, nel sonno fiducioso di chi si sa avvolto dall’amore del Signore, nella capacità di essere feconda con poco, con naturale apertura alla vita accolta, cresciuta, amata e restituita.

Non c’è altro che la festa per tutto ciò, come per le cose più importanti della vita, le cose preziose dell’umano che ci fanno vivere e ci donano futuro. E nella festa tutta la Chiesa ambrosiana gioisce per il dono di queste famiglie nascenti, le abbraccia, le accoglie e le accompagna. Grandi e piccoli, giovani e meno giovani, fidanzati e coppie guida, sacerdoti e laici… tutti insieme quindi a pregare e ringraziare e cantare il bello della famiglia cristiana.

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