Il presidente della Regione Roberto Formigoni ha consegnato le chiavi del 27esimo piano a monsignor Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione cui è affidata la preparazione dell'Incontro mondiale delle famiglie

Stefania CECCHETTI

Questa mattina il presidente della Regione Roberto Formigoni ha ufficialmente consegnato a monsignor Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglie 2012, le chiavi del 27esimo piano del Pirellone. Da oggi, dunque, il quartier generale per la preparazione dell’Incontro mondiale della famiglie si insedia stabilmente nella storico palazzo della Regione.

«È un onore – ha commentato Formigoni – che la diocesi abbia accettato l’offerta, decisa all’unanimità dalla Giunta regionale in seguito a una mia proposta. L’Incontro mondiale delle famiglie è un evento ecclesiale di straordinaria importanza, come testimonia la presenza del Santo Padre. Ma, visto il tema “La famiglia: il lavoro e la festa”, è anche un momento di grande rilevanza sociale, civile e culturale. Come ente Regione, dunque, non possiamo che essere interessati a dare il nostro contributo».

«La famiglia – ha detto ancora Formigoni – è davvero la colonna portante della società, al di là di ogni retorica. È un bene che un evento così ridia la giusta dignità a questa istituzione, infragilita da tanti attacchi negli ultimi anni».

E il Presidente ha poi voluto sottolineare ulteriormente l’impegno della Regione a favore dell’incontro mondiale delle famiglie, ricordando lo stanziamento di 2 milioni di euro, la disponibilità a collaborare per individuare un luogo adatto a ospitare il raduno finale con Benedetto XVI a e il desiderio di contribuire a realizzare un segno permanente e tangibile come ricordo del grande evento.

Monsignor De Scalzi ha espresso viva soddisfazione per la collaborazione della Regione a un evento ecclesiale, «il primo a livello mondiale che avverrà in Italia fuori dalla città di Roma», ha precisato, sottolineando così ancora di più l’importanza della circostanza.

Un evento che lui vede come una sorta di “prova generale” prima di altri due appuntamenti internazionali: i 1700 anni dell’Editto di Costantino, nel 2013, ed Expo 2015. «L’Incontro delle famiglie sarà un momento di grande visibilità per la città, la diocesi e tutta la Lombardia, che ha come metropolita il nostro Arcivescovo  – ha dichiarato -. Non si poteva sperare in una sede più bella per dare ulteriore evidenza a questo appuntamento mondiale».

Anche monsignor De Scalzi ha sottolineato l’importanza civile e sociale dei tre temi attorno ai quali graviterà l’Incontro: la famiglia, il lavoro e la festa. Soffermandosi su quest’ultimo, ha voluto precisare che festa «non è il week end, ma la possibilità di dare speranza al cuore delle persone».

La breve cerimonia si è conclusa con la consegna delle chiavi, una preghiera e la benedizione agli uffici della Fondazione.

 

 

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