Il Coordinamento diocesano di Pastorale familiare ha raccolto i contributi di alcune famiglie che hanno voluto condividere la loro esperienza e il loro modo di sentirsi parte della comunità diocesana anche in questo tempo di distanziamento sociale

quarantena Cropped

In allegato presentiamo le videotestimonianze su Youtube delle famiglie del Coordinamento diocesano di Pastorale familiare. Hanno voluto condividere con tutti il loro modo di essere famiglia e di sentirsi parte della Chiesa diocesana e universale anche in questo tempo di isolamento. L’iniziativa è intitolata «Famiglia Chiesa domestica» ed è introdotta dai responsabili diocesani, i coniugi Maria e Paolo Zambon con don Massimiliano Sabbadini.

«In questi giorni i preti celebrano – si dice – privatamente, ma voi sapete che è un privato per modo di dire, ogni volta che si celebra la Santa Messa è presente tutto il popolo di Dio e volevo allora proprio dirvi che ci siete, ci siete stati, ci sarete anche voi amici della Pastorale familiare – assicura da parte sua don Sabbadini – con la vicinanza e l’amicizia di tante famiglie che voi conoscete, e con il desiderio, sì, ardente di poterci trovare presto insieme attorno all’altare».

Enrica e Luca, della Zona pastorale I di Milano, raccontano: «Da quando è iniziata la quarantena noi abbiamo acceso una candela per sentire tra di noi la presenza del Signore e abbiamo posto in soggiorno in bella vista un bellissima statua della Madonna del Tindari che ci ha seguito dall’ultima volta che siamo scesi in Sicilia in vacanza e ormai fa parte della nostra famiglia. Anche se i nostri figli ce l’avevano relegata in camera nostra, adesso invece può far bella mostra di sé in sala».

Alessandra e Giulio, coordinatori di Acor per la Pastorale di separati, divorziati e nuova unione, osservano: «Stiamo facendo tutti una esperienza che a molte persone di Acor è familiare, la comunione spirituale e l’assenza della confessione. La stiamo sperimentando tutti insieme in maniera inedita. Questo da una parte ci fa sentire la mancanza, dall’altro ci fa sentire una unità proprio in questa esperienza che tanti già vivono. Sentiamo quanto è forte la fede che il Signore ci dona e il desiderio di unità con i fratelli e con Gesù, anche in questa condizione di mancanza».

Barbara e Gianluca, della Zona Pastorale II di Varese, fanno sapere: «La situazione in cui ci troviamo è diventata un’occasione favorevole per vivere in modo più disteso le relazioni in famiglia, soprattutto per avere tempo da dedicare al dialogo e all’ascolto tra noi due e con i figli, soprattutto tra noi, e abbiamo scoperto alcuni talenti e tratti curiosi dei nostri figli che senz’altro hanno sempre avuto ma che lo sguardo e l’ascolto frettoloso non ci ha mai permesso di cogliere».

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