Ideata dallo studio Piuarch, sarà collocata proprio di fronte all’ingresso principale e, attraverso incontri, presentazioni, dialoghi e seminari, svilupperà il tema «Dividere per moltiplicare»

Edicola Caritas Expo

I Paesi che hanno aderito a Expo stanno costruendo i propri padiglioni sul sito espositivo. Anche Caritas farà la sua parte, ma col proprio stile. Caritas realizzerà, infatti, un’edicola che sarà il fulcro della sua presenza alla manifestazione. L’allestimento è una delle numerose iniziative che presenteranno modelli e stili di vita che pongano al centro la persona e la solidarietà nei confronti del prossimo per combattere la cultura dello spreco.

L’edicola sviluppa il tema «Dividere per moltiplicare», leit-motiv della partecipazione di Caritas a Expo. Il messaggio che vuole comunicare parte dal cibo e porta all’umanesimo: non produrre di più, ma produrre per distribuire meglio.Dividere per moltiplicare vuol dire condividere. È un concetto che ha la sua prima dimensione nel rapporto col cibo – legandosi così al tema generale di Expo -, ma che può trovare una estensione anche a molti altri ambiti. Dividere per moltiplicare idee, luoghi, situazioni, opportunità… e molto altro.

Con l’edicola di Caritas il tema e la filosofia della condivisione diventano, così, anche un concetto architettonico, strutturale, una forma fisica per definire ambienti dentro cui vanno in scena i valori di Caritas: un luogo pensato per favorire l’incontro e lo scambio di esperienze.In questo spazio, infatti, lungo i sei mesi dell’Esposizione universale, andranno in scena incontri, presentazioni, dialoghi e seminari dedicati ai temi sui cui Caritas è impegnata.

I visitatori di Expo avranno una grande facilità di accesso all’edicola di Caritas, grazie allaposizione strategica in cui sarà collocata: proprio di fronte all’ingresso principale di Expo. Questa collocazione assicura grande visibilità e affluenza visto che si prevede che l’afflusso del 75% dei visitatori di Expo avverrà da questo ingresso. Inoltre, proprio per la posizione privilegiata, l’area vede la presenza di alcuni dei padiglioni più importanti, come il Padiglione Zero, che è dedicato al tema generale di Expo.

Inoltre l’edicola di Caritas continuerà a vivere anche dopo i sei mesi dell’esposizione. La struttura è stata progettata pensando già al suo riutilizzo futuro. Una volta smontata potrà diventare altrove una scuola per un villaggio, un centro di ascolto del disagio, un luogo da cui erogare servizi di primo supporto ai bisognosi.

Dietro a questo progetto c’è un blasonato studio di architettura. Il concept architettonico è dello studio Piuarch fondato nel 1996 da Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario. Oggi lo studio è formato da quaranta tra architetti e ingegneri provenienti da ogni parte del mondo, guidati dai quattro partner e da 11 associati. Un collettivo caratterizzato da una peculiare autonomia espressiva, che non si esprime attraverso uno stile univoco, bensì dalla capacità di interpretare lo spazio in modo sempre originale: avendo al proprio centro l’analisi del contesto. 
Lo studio si trova a Milano, in Brera. I progetti spaziano dal recupero di aree industriali alle boutiques per la moda, dai complessi residenziali e per uffici fino a piani urbanistici. Nel corso degli anni Piuarch si è aggiudicata diversi premi: l’ultimo, in ordine di tempo, nel 2013, “Architetto Italiano 2013”, istituito dal Consiglio Nazionale degli Architetti in collaborazione con il MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma.

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