Da un’iniziativa congiunta nasce il viaggio in programma dal 9 al 18 giugno (iscrizioni entro il 31 gennaio). Si ricorderanno il cardinale Martini, il 50° del Concilio e i 65 anni di Israele

di Annamaria BRACCINI

In cammino alle radici della fede, ebrei e cristiani insieme, sulle orme del dialogo e in ricordo del cardinale Carlo Maria Martini. Insomma, un viaggio straordinario per le ragioni che lo ispirano, per le scelte profonde che lo muoveranno, per le mète concrete e ideali che raggiungerà.

Tutto questo è il viaggio – forse si potrebbe dire un pellegrinaggio, nel suo significato più pieno – promosso congiuntamente da personalità eminenti del rabbinato italiano e del mondo intellettuale ebraico e da figure di riferimento per il mondo cristiano, non solo cattolico. Ideata da Rav Giuseppe Laras, presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia, già Rabbino capo di Milano e amico personale del cardinale Martini, coordinata da Vittorio Robiati Bendaud, l’iniziativa è stata presentata a Milano, alla presenza tra gli altri di monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo e notissimo biblista, di Gioachino Pistone, membro della Chiesa valdese, e di Gaetano Lo Russo, rogazionista, responsabile ecclesiastico dell’Opera Pellegrinaggi del Rogate, referente organizzativo del viaggio con l’Ufficio degli Affari turistici d’Israele a Milano.

Tante voci e fedi diverse per raccontare questo cammino nella terra dei Padri che vuole fare memoria anche dei 65 anni dello Stato d’Israele e del 50° del Concilio Vaticano II, nella cui scia nacque il dialogo ebraico-cristiano, sottolineato dalle tappe stesse del viaggio, che si svolgerà da domenica 9 a martedì 18 giugno 2013 (le iscrizioni si chiuderanno però il 31 gennaio)

Partenza da Milano o da Roma destinazione Tel Aviv, città gemellata con Milano. Poi, nei dieci giorni di permanenza, incontri di altissimo livello, come quelli con l’Ambasciatore italiano e col Rabbino capo d’Israele, visite a Musei, alla Knesset, allo Yad Va-Shem, a siti archeologici di alto valore nel loro riferimento scritturistico e alla storia dell’antico Israele; al Santo Sepolcro, al Muro Occidentale, il Kotel di fronte al quale, nella sera del 13 giugno, saranno recitati insieme i Salmi. Senza dimenticare uno dei momenti più intensi e ricchi di significato, la sosta presso Tiberiade, sul luogo dove nascerà la foresta dedicata a Martini, la prima per un Cardinale (vedi box).

Il tutto accompagnato da grandi nomi. Solo per farne alcuni: da parte ebraica, Rav Laras stesso, Rav Richetti, presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana, David Meghnagi, direttore del Master Internazionale sulla Shoah; da parte cristiana, monsignor Borgonovo, monsignor Battaglia, direttore dell’Ufficio Ecumenismo e Dialogo della Cei, Pistone. Vi saranno anche i cardinali Tettamanzi e Coccopalmerio e uno dei più stretti collaboratori dell’Arcivescovo Scola.

Bella anche la scelta di devolvere il ricavato alle Case-famiglia dei Rogazionisti, che attualmente accolgono ragazzi, in grande maggioranza nord-africani sbarcati sulle nostre coste, per l’80% di religione musulmana.

«Non è solo un viaggio che compiremo insieme, seppure importante anche per alcune visite proposte per la prima volta. È un riunirsi di anime nella memoria comune», ha spiegato Borgonovo, cui ha fatto eco il valdese Pistone, che ha richiamato l’emozione del pellegrinaggio ecumenico del 2004 da lui guidato in qualità di allora presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano: «Sarà un’occasione particolarmente proficua per confrontarsi tra Chiese nel nostro rapporto con la radice ebraica. Infatti, come disse Karl Barth proprio durante il Concilio, “il rapporto con Israele è la grande, vera questione ecumenica del nostro tempo”».

E se padre Lo Russo ha ricordato come la sua vocazione sia nata dalla lettura de La notte di Elie Wiesel e come, dunque, «andare in terra d’Israele sia una sorta di restituzione del tanto ricevuto», Rav Laras ha suggellato la presentazione del viaggio con parole semplici e profonde. «Abbiamo voluto questi giorni nel ricordo del carissimo cardinale Martini e di ciò che ha lasciato nel cuore di tutti noi. Come tanti ebrei, il Cardinale avrebbe voluto essere sepolto in Israele. Un Midrash dice: “Da Tiberiade, città santa come Gerusalemme, inizierà la risurrezione”».

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