Il regista Andrea Chiodi, specializzato nella direzione di sacre rappresentazioni outdoor e in spazi non convenzionali, illustra il significato e i contenuti salienti dello spettacolo in piazza Duomo

di Veronica TODARO

Andrea Chiodi

Visto con gli occhi del regista, lo spettacolo dell’8 maggio ha tutta un’altra prospettiva. Musiche e parole utilizzati per sottolineare la presenza della Chiesa di Milano nella città. Ogni minimo dettaglio voluto, curato e studiato per dare a Milano una grande occasione, portando sul sagrato del Duomo una manifestazione senza precedenti.

A parlare di “Venite a vedere questo spettacolo” è il regista Andrea Chiodi, specializzato nella direzione di sacre rappresentazioni outdoor e in spazi non convenzionali. «Il cuore dell’evento è la Croce di San Carlo con la reliquia del Santo Chiodo, presentata come testimonianza dell’amore che si dona totalmente – racconta Chiodi -. Una croce che esce dalla chiesa ed entra in città, un evento unico».

La Croceè infatti conservata nell’abside del Duomo, ma giovedì verrà mostrata all’aperto in tutto il suo splendore: «È un onore per me costruire insieme agli artisti questo spettacolo, dove per la prima volta diversi “pezzi” d’arte si uniscono in maniera straordinaria”. Musica, teatro, danza, testimonianze e preghiere si uniranno per dare vita a un moderno sacro dramma nel cuore di Milano, animato dai protagonisti della cultura e dello spettacolonella grande piazza davanti alla Cattedrale, dove sono attese 30 mila personeper una professione di fede pubblica con la partecipazione del cardinale Angelo Scola.

«Tutto è legato alla Passione di Gesù secondo l’evangelista Luca, dal cui racconto è tratto il titolo della serata- prosegue Chiodi -. Ribadisco che per la città è una grande occasione di riascoltare testi, letti sul sagrato del Duomo, come la “Conversione dell’Innominato” tratta dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, oppure ancora l’“Interrogatorio a Maria” di Giovanni Testori. Due autori così lontani tra loro per il periodo storico in cui hanno vissuto, eppure così vicini».

A partire dalle 21, sul palco davanti alla Cattedrale, per aiutare il pubblico a riflettere si alterneranno il critico d’arte Philippe Daverio e lo scrittore Luca Doninelli, gli attori Massimo Popolizio, Pamela Villoresi e Giacomo Poretti e il cantautore Davide “Van de Sfroos”, il tenore di fama mondiale Vittorio Grigòlo e il busker (artista di strada) Marco Sbarbati. E poi, ancora, l’orchestra giovanile Futurorchestra e il coro Song, voluti da Claudio Abbado, e il coro da camera Hebel di Saronno, diretti dal maestro Alessandro Cadario. Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calabresi, porterà la sua testimonianza di fede e perdono intervistata dal giornalista Michele Brambilla. Alla fine, l’intervento del cardinale Scola.

La manifestazione di giovedì sarà un momento per dichiarare, in modo pubblico, l’impegno dei cristiani a stare con tutti e a condividere le gioie e le fatiche, le speranze e i problemi di ciascuno. E per dimostrare che Gesù Cristo è la risposta che trasfigura la vita e che la Croce parla a ogni uomo. Insieme si professerà la fede: dopo aver visto come Dio sulla Croce del Figlio Gesù ha risposto alle domande dell’uomo e in che modo i cristiani le assumono portandole dentro la storia, convinti che proprio nella croce si incontra l’amore del Padre. «Poter portare nella mia città un evento così e l’esperienza del sacro coniugando arte e fede per me è una cosa straordinaria», conclude Chiodi.

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