A termine della Messa nella terza domenica d'Avvento il cardinale Angelo Scola ha annunciato la nomina e ha espresso la sua gratitudine a monsignor Luigi Manganini per il servizio svolto in Cattedrale

borgonovo

Carissimi fedeli e amici della diocesi ambrosiana,
il nostro Duomo è stato costruito per essere la cattedrale, cioè la chiesa in cui il Vescovo annuncia il Vangelo e celebra i sacri misteri, con la grazia, l’autorevolezza e il mandato di rendere possibile che il Vangelo e gli stessi sacri misteri siano principio di vita cristiana per tutte le chiese della diocesi. Infatti in Duomo vengono ordinati i presbiteri, in Duomo sono benedetti gli oli per la celebrazione del battesimo, della cresima, dell’ordine e dell’unzione degli infermi, in Duomo le tombe degli Arcivescovi invitano alla memoria grata per la gloriosa tradizione della nostra Chiesa.
La vocazione del Duomo, come di ogni altra chiesa, è quindi quella di essere casa di preghiera, perché il Signore sia lodato, benedetto, invocato. Per questo è costituito il Capitolo della Cattedrale cui dobbiamo intensa gratitudine perché ogni giorno celebra la liturgia eucaristica e la liturgia delle ore e assicura, insieme con altri sacerdoti, la presenza di confessori per il sacramento della riconciliazione.
Il Duomo ha, nello stesso tempo, la vocazione ad essere simbolo della città, l’immagine che rende riconoscibile in ogni parte d’Italia e del mondo quello che a Milano si trova, si pensa, si produce. La piazza del Duomo è il luogo del ritrovarsi naturale di ogni manifestazione, di ogni evento straordinario e la facciata del Duomo lo scenario che consente di identificare il luogo dell’avvenimento.
La generosità e genialità dei milanesi ha iscritto nel Duomo anche la vocazione ad essere un incomparabile monumento artistico, una sorta di condensato della storia dell’arte, raccontata dall’impianto architettonico, dalle statue, dalle vetrate, dai tesori che vi sono custoditi, dagli eventi culturali che vi sono ospitati. Lo attestano gli studiosi e l’innumerevole folla dei turisti che ogni giorno si aggira stupita tra i suoi pilastri e s’avventura tra le sue guglie.
Si incontrano quindi nella nostra Cattedrale diverse vocazioni. Dobbiamo tutti una immensa gratitudine a Mons. Luigi Manganini perché negli anni in cui ha esercitato la sua responsabilità di Arciprete del Duomo ha saputo interpretare queste diverse vocazioni del Duomo e ricondurle ad armonica unità. Infatti i diversi aspetti potrebbero confliggere e invece di vocazioni potrebbero diventare rivendicazioni, contrapponendo l’aspetto religioso all’aspetto turistico, la destinazione ecclesiale e le esigenze della società civile. Invece Mons. Manganini ha saputo promuovere e valorizzare questi diversi aspetti riconoscendoli e proponendoli come tratti di una complessiva e unitaria vocazione ad essere “el Dom de Milan”. Nella sua opera è stato ispirato dall’insegnamento conciliare sulla liturgia, ha attuato il Sinodo diocesano 47° di cui è stato protagonista, ha tessuto con pazienza una intesa cordiale e una collaborazione costruttiva tra il Capitolo della Cattedrale, la Veneranda Fabbrica del Duomo, l’Amministrazione comunale.
Ora, dopo aver prolungato il mandato, Monsignor Luigi lascia l’incarico di Arciprete del Duomo. Sento doveroso esprimere a Mons. Manganini, interpretando i sentimenti di tutta la diocesi, la stima, l’apprezzamento, la gratitudine per il servizio che ha reso come Arciprete del Duomo, così come per gli altri incarichi svolti con ammirevole zelo, pazienza, lungimiranza a servizio della Congregazione per il Rito Ambrosiano e del Vicariato per l’Evangelizzazione e i Sacramenti.
Sono lieto di annunciare il nome del suo successore, Mons. Gianantonio Borgonovo, Dottore ordinario della Veneranda Biblioteca Ambrosiana e Professore straordinario alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano.
L’immissione nel ministero di Arciprete di Mons. Borgonovo avverrà domenica prossima, 9 dicembre, IV Domenica dell’Avvento ambrosiano, nei riti iniziali della Santa Messa delle 17.30. Invochiamo per lui quella sapienza che gli consenta di continuare ad esercitarsi nell’arte di interpretare le diverse vocazioni del nostro amato Duomo.

+ Card. Angelo Scola
Arcivescovo

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