In presenza e on line il servizio assicurato a giovani e giovanissimi dalle parrocchie di San Gioachimo a Milano e Samarate, con l’indispensabile apporto dei volontari

di Cristina Conti

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Il doposcuola di Samarate. Nella minigallery, attività del doposcuola di San Gioachimo

Un aiuto concreto per lo studio a distanza. A Milano, nella parrocchia di San Gioachimo, c’è un gruppo di volontari che, dal lunedì al venerdì pomeriggio e al sabato mattina, dà una mano con i compiti a chi frequenta le scuole del circondario. «Questa è una zona piena di uffici, di ceto medio-alto – spiega Paolo Quintarelli, Coordinatore del doposcuola -. Ma i bambini che vengono da noi abitano soprattutto nella zona della Stazione Centrale. Su 30 ben 27 sono stranieri, anche se parlano italiano».

Il servizio è nato nel 2014 e i partecipanti frequentano dalla terza elementare alla terza media. Il rapporto è quello di un volontario per ogni bambino e questo permette di seguire molto bene il percorso di ciascuno. «Le difficoltà maggiori sono nell’uso dell’italiano e nell’apprendimento delle lingue straniere: in particolare l’inglese, il francese e il tedesco: molti, infatti, hanno i genitori latinoamericani e studiano lo spagnolo con facilità», precisa Quintarelli. Con la pandemia e il lockdown, il doposcuola si svolge in parte on line e in parte in presenza. “I nostri volontari sono di varia estrazione: alcuni giovanissimi, studenti che fanno alternanza scuola/lavoro, altri sono universitari, altri ancora giovani professionisti -prosegue Quintarelli -. Molti volontari sono anziani e non se la sentono di continuare a venire, anche se i bambini usano mascherine e gel igienizzanti, così hanno scelto la modalità on line». Fare lezione da casa non è semplice: connessione debole, facilità a distrarsi, mancanza di confronto diretto con insegnanti e compagni… «Quello di cui i ragazzi hanno più bisogno, soprattutto in questo momento, è il sostegno. Una pacca sulla spalla, un incoraggiamento che li sproni a continuare», conclude Quintarelli. 

Anche a Samarate, come già durante il primo lockdown, i volontari del servizio di doposcuola parrocchiale danno una mano agli studenti a seguire le lezioni on line e supportarli con i compiti. “La nostra attività si svolge in collaborazione con una cooperativa, che ha personale molto formato e qualiticato, e grazie ai fondi della Fondazione Vismara – , spiega Rama Ottini, coordinatrice dei volontari, insieme a Laura Bussoni -. Conosciamo bene il territorio e i ragazzi vengono individuati attraverso una sinergia con le scuole che si trovano qui. Cerchiamo di capire quali sono le loro difficoltà e i loro problemi per definire poi gli interventi necessari». Il servizio si svolge dal lunedì al sabato: dalle 16 alle 18.30 per le elementari, per le medie dalle 15 alle 18 in settimana, il sabato dalle 9 alle 12.

Il lockdown e la chiusura delle scuole sono stati complicati soprattutto per chi ha poche possibilità economiche e non aveva dispositivi tecnologici adatti. «Alcuni non avevano internet, ma solo lo smartphone, altri non avevano abbastanza Giga a disposizione per collegarsi a Zoom, una delle piattaforme più usate per le lezioni on line», spiega la Ottini. Per tutti coloro che ne avevano necessità sono arrivati anche i dispositivi, così da potersi collegare per le lezioni (on line dalla seconda media) e al doposcuola, che si tiene due volte alla settimana. Per portare avanti il servizio, inolte, è stato necessario fare una formazione specifica ai volontari, soprattutto anziani, e aiutarli a scaricare i testi on line. «Stiamo cercando ancora volontari perché le richieste sono molte e non riusciamo a venire incontro a tutte», aggiunge.

Metodo di studio, compiti, ma anche contatti con le scuole e le famiglie per evitare che i ragazzi si perdano. «Siamo intervenuti insieme ai servizi sociali del territorio per aiutare quelle famiglie che avevano bisogno di accedere alla “Dote scuola”, che richiedeva una procedura più complessa, ma anche per buoni spesa o reddito di emergenza. Dobbiamo ringraziare per questo servizio i nostri preti, don Alberto Angheroni e don Nicola Ippolito, che ci hanno permesso di attivare il doposcuola, con la loro sensibilità e disponibilità», conclude la Ottini.

 

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