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Intervista

Don Luigi Giussani: ecco come procederà la causa di beatificazione

Monsignor Ennio Apeciti, responsabile del Servizio diocesano per le Cause dei Santi, spiega come si è giunti a questo secondo momento dell’iter verso gli altari del fondatore del movimento di Comunione e Liberazione, e quali saranno i passi futuri

di Annamaria BRACCINI

16 Aprile 2024
Monsignor Luigi Giussani

Al via, il 9 maggio prossimo, la fase testimoniale della causa di beatificazione del Servo di Dio, monsignor Luigi Giussani. È questo l’annuncio che è stato comunicato dall’Arcidiocesi e rilanciato dopo pochi minuti dall’ufficio stampa di Comunione e Liberazione.

A monsignor Ennio Apeciti, responsabile del Servizio diocesano per le Cause dei Santi e delegato arcivescovile per la Causa di beatificazione del fondatore del movimento e della fraternità di Cl, chiediamo di che cosa si tratti e come si è arrivati a questo importante, secondo momento dell’iter verso gli altari di don Gius.

«Dopo avere, per ormai 12 anni, lavorato nella raccolta dell’immensa documentazione relativa a Giussani, adesso si tratta di completare il percorso attraverso il confronto, come chiede la normativa, con il popolo di Dio. Quindi, raccogliendo la testimonianza di un gruppo di persone che possano confermare o aggiungere ciò che la documentazione ci ha già offerto», spiega Apeciti.

Il primo annuncio è venuto dalla Diocesi di Milano perché questo nuovo step si svolge nel contesto, comunque, della fase diocesana del processo?

Esatto, perché il processo è nato a Milano quando, 12 anni fa, è stato accolto l’invito da parte dell’allora arcivescovo, il cardinale Angelo Scola che ne diede l’annuncio pubblico in Duomo il 22 febbraio 2012, settimo anniversario della morte del Servo di Dio e 30esimo del riconoscimento della fraternità di Comunione e Liberazione. Un iter, poi, proseguito con l’episcopato di monsignor Delpini, arrivando alla maturazione presente.

L’Arcivescovo darà inizio alla fase testimoniale nella basilica di Sant’Ambrogio il 9 maggio. C’è un motivo specifico per la scelta della data e del luogo?

Sì. Abbiamo deciso che la celebrazione si svolgesse nel giorno dell’Ascensione perché, leggendo gli scritti del Servo di Dio, abbiamo trovato più volte riferimenti a questa solennità che lo entusiasmava. Poi, si è deciso per la basilica di sant’Ambrogio perché ogni prete ambrosiano si richiama all’esemplarità del massimo santo patrono della nostra Chiesa e perché si tratta di una chiesa contigua all’Università Cattolica in cui Giussani fu docente, essendo lui stesso e il movimento legatissimi all’Ateneo.

Come si articolerà la celebrazione del 9 maggio?  

Sarà un momento di preghiera perché si tratta, in ogni caso, di un atto ecclesiale. Celebreremo i Vespri e, prima del Magnificat, l’Arcivescovo prenderà la parola e si avvierà la parte giuridica con il giuramento, la delega ai membri del tribunale e la lettura di verbali. Istituita e iniziata canonicamente la nuova fase della Causa, sarà bello cantare tutti insieme il Magnificat come inno di lode e di ringraziamento.       

Si ha già una previsione di quanto possa durare la fase testimoniale?

Dopo la fase documentale che, necessariamente, è stata molto prolungata, avendo dovuto esaminare decine di migliaia di pagine di scritti, vorremmo limitare la durata di questa ulteriore indagine di conferma di quanto già emerso. Ridurremo, quindi, le audizioni al numero che la Congregazione per le Cause dei Santi consiglia e che si realizza normalmente ascoltando 50-60 testimoni. Prevediamo, perciò, un lasso temporale di circa un anno e mezzo ma, come è ovvio, poi tutto dipenderà dalla ricchezza delle testimonianze.

Successivamente come procederà la Causa?

Una volta raccolto il materiale documentario e le testimonianze possiamo passare alla terza fase, quella cosiddetta del miracolo, ossia studiare e approfondire se, tra le tante grazie che lui ha già concesso a chi lo prega, ve ne sia una che sia tale da potere essere definita e individuata come un miracolo.

Come si svolgeranno le audizioni dei testimoni? Saranno private e davanti a una commissione?

Sono riservate, nessuno può essere ammesso tranne me come delegato arcivescovile e il notaio che si assicura della correttezza della procedura e della validazione della stessa. Noi potremo, eventualmente, informare il postulatore.

Quale è il profilo dei testimoni e li avete già scelti?

Secondo le indicazioni della Santa Sede, devono essere devono rappresentare i vari volti della Chiesa, quindi, avremo sacerdoti, alcuni vescovi, consacrati e consacrate e il laicato. Non solo persone di età, considerato che Giussani è morto nel 2005, ma anche giovani che possono dire come monsignor Giussani abbia indicato loro una via esemplare di testimonianza.

Vi sarà una restituzione pubblica della fase testimoniale?

La documentazione raccolta verrà consegnata alla Santa Sede che deciderà. Il Santo Padre è l’unico giudice che, alla fine, anche consigliandosi con altri, verificherà se ci sono gli elementi – attraverso quelli che noi abbiamo raccolto – per i quali si possa procedere nella Causa.