Redazione

L’opera, scritta a più mani, contiene anche pagine di vita vissuta, con approfondimenti in grado di restituire al lettore autentici modelli di santità capaci di risvegliare la gioia di essere cristiani e di vivere con coerenza anche di fronte alle difficoltà.

di Luisa Bove

Il ’900 non è stato un secolo facile per i cristiani. Lo conferma il lungo elenco di uomini e donne che hanno perso la vita a causa del Vangelo. Con il loro martirio hanno “gridato” al mondo la fedeltà al Signore. “Testimoni della Chiesa italiana”, a cura di Elio Guerriero (San Paolo, 651 pagine, 28 euro), esce in occasione del IV Convegno ecclesiale di Verona, intitolato appunto “Testimoni di Gesù Risorto, speranza del mondo”.

Si tratta di un’ampia raccolta (suddivisa per regioni) di biografie ragionate di un centinaio tra laici/e, religiosi/e e sacerdoti che hanno affrontato la vita con coraggio e non hanno rinunciato alla loro fede neppure alla fine. L’opera, scritta a più mani, contiene anche pagine di vita vissuta, con approfondimenti in grado di restituire al lettore autentici modelli di santità capaci di risvegliare la gioia di essere cristiani e di vivere con coerenza anche di fronte alle difficoltà.

Figure come il giovane Piergiorgio Frassati, l’imprenditore-missionario Marcello Candia, il grande Giorgio La Pira e la generosa Maria Teresa di Calcutta, solo per nominare i più noti, hanno ancora molto da dire ai giovani e agli adulti di questo terzo millennio. Dalla Sicilia non potevano mancare naturalmente esempi come Paolo Borsellino e don Pino Puglisi, vittime di quella mafia che ancora oggi pretende di dettare legge.

Annalena Tonelli, missionaria in Somalia, impegnata a servire i poveri e a dialogare con i musulmani, eppure uccisa tre anni fa da un estremista islamico. Nello stesso anno moriva anche Carlo Urbani, che si dedicò nelle ultime settimane di vita alla cura e alle ricerche per sconfiggere la Sars, di cui rimase vittima dopo aver contratto il virus. Non meno significativo l’esempio di David Maria Turoldo, il quale può dire ancora molto alle generazioni di oggi, lui che mai si stancava di cantare la Bibbia e di litigare con Dio.

Volti più o meno noti arricchiscono la storia dei “testimoni” italiani: Giancarlo Brasca ed Egidio Bullesi, Alberto Marvelli e Christian Cappelluti, Giuseppe Moscati e Gianni Renda, Giovanni Bobbio e Giunio Tinarelli. Un’ampia appendice raccoglie altre figure significative che, pur non appartenendo alla Chiesa italiana, hanno lasciato un’impronta importante con la loro testimonianza di vita.

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