Sui social della Fondazione ogni settimana una puntata delle sei che formano il docufilm presentato in anteprima il 18 settembre

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Un'immagine del backstage

Cuori pensanti. Emozioni e razionalità a spiegare una scelta di impegno volontario lunga trent’anni. È questa la suggestiva immagine, tratta dai diari di Etty Hillesum, che dà il titolo al docufilm dedicato alle origini di Fondazione Arché, trent’anni fa appunto, e realizzato dalle registe Elena Maggioni e Marina Belli. Al centro del racconto vi è il gruppo di giovani volontarie e volontari, oggi adulti, che insieme al vicario della Parrocchia Sant’Angela Merici, padre Giuseppe Bettoni, oggi presidente della Fondazione, diedero vita all’associazione Arché nel pieno dell’emergenza Aids per offrire conforto e sostegno ai bambini sieropositivi e alle loro famiglie.

Grazie alle voci dei protagonisti di allora – tra i quali anche due medici come Gian Vincenzo Zuccotti, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, o Alessandro Albizzati, direttore dell’Unità di neuropsichiatria infantile dell’ASST Santi Paolo e Carlo -, il docufilm ricostruisce i primi passi dell’associazione. In ospedale, a fianco dei bambini ricoverati, ma anche sul territorio per superare quell’isolamento e quello stigma feroce che gravava sulle persone malate e sui loro familiari.

Alle interviste a un volontariato, che in diversi casi accompagnava bambine e bambini negli ultimi mesi delle loro vite, si intervallano video d’archivio degli anni Ottanta e Novanta, immagini del gruppo di giovani e di padre Giuseppe, che pennellano un periodo e danno volti e voci all’impegno di tanti «per inventare ogni giorno la speranza», come recitava lo slogan dell’associazione. A chiudere il docufilm ci sono gli interventi di alcuni ragazzi e ragazze di oggi che dicono la loro sull’esperienza del volontariato e sul suo immutato valore, come i loro genitori trent’anni fa alle prese con le conseguenze dell’Aids pediatrico.

Il docufilm è stato presentato e mostrato in anteprima nel corso dell’Arché Live, l’appuntamento annuale di festa e riflessioni, organizzato dalla Fondazione lo scorso 18 settembre presso CasArché nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro. «Questa idea è nata dal gruppo dei volontari della prima ora perché sentivano che questo momento, il trentennale di Arché, era quello giusto per creare una memoria per tutti di quello che è stato in passato, ma anche per far sì che questa memoria fosse un simbolo del passaggio di testimone con i volontari di oggi», ha spiegato l’autrice Marina Belli poco prima della prima visione.

«Anni densissimi, in cui i giovani e i meno giovani che abbracciavano quell’impegno erano coinvolti in un’avventura che li avrebbe cambiati per sempre – dice padre Bettoni -. La facilità e l’emozione con cui si raccontano in questo documentario testimonia quanto quell’adesione sia stata decisiva nelle loro vite, ma anche quanto loro siano stati importanti nelle vite dei bambini che abbiamo affiancato». «Per questo sono ancora dentro Arché – chiosa il professor Albizzati, oggi consigliere della Fondazione -. perché questo è un buon modo di fare politica».

Ogni capitolo di “Cuori pensanti” verrà ospitato settimanalmente sulle pagine social (Facebook, YouTube e LinkedIn) di Fondazione Arché, a partire da giovedì 7 ottobre, quando sarà pubblicato “Aids. La minaccia e lo stigma”.

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