Nella sua recente visita a Londra il cardinale Scola ha riflettuto sui quattro cantieri di lavoro: libertà religiosa, crisi economica, secolarizzazione e questioni etiche. È l’idea della nuova rilevanza culturale che possono avere i credenti gli uni per gli altri

Giovedì 15 novembre il cardinale Angelo Scola a Londra ha partecipato a due incontri di presentazione della Fondazione internazionale Oasis, da lui fondata e presieduta: al mattino a Westminster, la sede del Parlamento, è intervenuto a un seminario; nel pomeriggio ha preso parte a una conferenza pubblica presso l’Heythrop College, uno dei college dell’Università di Londra.

Parlare di meticciato a Londra è descrivere un fatto che è sotto gli occhi di tutti: la città più cosmopolita del mondo ospita infatti tutte le etnie, culture e religioni. Ma, ben oltre la vecchia impostazione “multi-culti”, ciò non avviene senza difficoltà e conflitti. Ecco perché è necessario riandare alle ragioni della convivenza tra diversi che il cardinale Scola, nel suo intervento alla House of Lords, ha individuato nel bene pratico dell’essere insieme. Un testo fondativo, che per Oasis rappresenta un ulteriore passo: senza dimenticare il mondo a maggioranza musulmana e le comunità cristiane che vi vivono, ma anzi in forza di quell’esperienza, la Fondazione lancia una riflessione sulle sfide che attendono l’Occidente e i suoi modelli di società.

Nel pomeriggio, nella sua lezione all’Heythrop College, l’Arcivescovo ha riflettuto in modo più specifico sui quattro cantieri di lavoro comuni che attendono cristiani e musulmani: libertà religiosa, crisi economica, secolarizzazione e questioni etiche. È l’idea della nuova rilevanza culturale che cristiani e musulmani possono avere gli uni per gli altri. Proprio a partire da questa riflessione, in allegato nel box a sinista proponiamo due contributi specifici.

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